La Pro Loco di Gavinana chiede al Comune la revoca della convenzione «L'Irsa non può più gestire il museo» La Pro loco di Gavinana chiede all'amministrazione di S.Marcello di revocare la convenzione stipulata con l'Irsa (Istituto ricerche storiche e archeologiche) per la gestione del Museo ferrucciano a causa del mancato rispetto di apertura della struttura nelle fasce orarie previste dalla stessa convenzione. Inoltre il presidente dell'associazione Giorgio Fabbri è anche seriamente intenzionato a intraprendere le vie legali nei confronti del presidente dell'Irsa Luciano Angioli, per aver dichiarato alcuni mesi fa attraverso il nostro giornale, la sparizione di alcuni manoscritti dal museo quando gestore della struttura era proprio l'associazione di volontariato. Accusa che, secondo lo stesso Fabbri, non è suffragata da prove. Non è la prima volta, da quando l'estate scorsa il comune di S.Marcello ha dato la gestione del Museo ferrucciano all'istituto pistoiese, che la Pro loco di Gavinana fa presente all'amministrazione comunale che l'orario di apertura non viene rispettato. «Secondo la convenzione - spiega Giorgio Fabbri - l'apertura al pubblico nel periodo invernale è il sabato pomeriggio (15-18) e la domenica mattina (9-12) ma spesso troviamo la struttura chiusa al pubblico e a volte alcuni turisti che sono arrivati nel nostro paese desiderosi di visitare il museo sono rimasti a bocca asciutta. Mi sembra che il perdurare delle aperture saltuarie della struttura museale stia diventando eccessivo anche se - continua Fabbri - come dichiarato dall'Irsa stesso, hanno a disposizione ben sei persone altamente qualificate. A questo punto chiedo la revoca della convenzione poiché l'inadempienza dell'apertura al pubblico mi sembra un fatto estremamente grave, anche in virtù del fatto che lo stesso istituto gestore prende dei soldi dal nostro comune e più volte abbiamo segnalato il disservizio». Tra non molto Giorgio Fabbri, anche vice presidente provinciale Unpli, metterà nero su bianco questa sua intenzione scrivendo una lettera indirizzata al sindaco Carla Strufaldi, all'assessore Lucia Geri e al responsabile d'area Paola Ferrari. Ma Fabbri non si limita a questo. L'accusa mossa dal presidente dell'Irsa Luciano Angioli in cui dichiarava che alcuni manoscritti erano spariti dal piccolo "scrigno" ferrucciano ha fatto saltare su tutte le furie il presidente della Pro loco, che gestiva il museo ancor prima dell'istituto pistoiese. «Sto valutando seriamente di denunciare Angioli - spiega Fabbri - e per questo ho interessato il mio avvocato per capire se esistono i presupposti. La presunta sparizione di alcuni manoscritti è stata oggetto di un'interpellanza comunale alla quale è stato risposto da parte dell'amministrazione comunale che non manca nessun manoscritto, la mia associazione, nel tutelare la propria dignità e onestà e anche quella di un nostro collaboratore, ha deliberato di dare mandato al proprio avvocato di agire in sede legale se sussistono gli estremi».