Nuovo teatro del Maggio, oggi arriva il ministro Bondi per la posa simbolica della prima pietra, alle 15 a Porta al Prato. Ma il cantiere non può ancora partire. Solo ieri la commissione urbanistica di Palazzo Vecchio ha approvato (con il no dei Comunisti Italiani e dei consiglieri di An e Forza Italia, lo stesso partito di Bondi) la delibera che dà lok alla procedura per lacquisto dellarea della Leopolda, oggi ancora di proprietà delle Ferrovie. Solo quando quel testo avrà lok del consiglio comunale (probabilmente lunedì prossimo) i lavori potranno partire. Oggi a Bondi sarà consegnato un comunicato congiunto dei sindacati del Maggio: «Come potrà il teatro nuovo, con le sue maggiori potenzialità produttive, coesistere con la politica governativa dei tagli?» chiedono i lavoratori. Alla cerimonia - presenti il sindaco Domenici, il presidente della Regione Martini, il ministro Matteoli, lautore del progetto Desideri ma non Zubin Mehta, impegnato in Israele: visiterà il cantiere più avanti - ne sono stati invitati 10, che potrebbero non presentarsi per protesta. E il rischio di un teatro come contenitore vuoto è stato sottolineato anche dal senatore Pd Andrea Marcucci dopo la definizione, ieri, da parte del Ministero dei beni culturali, del taglio al Fus di 82 milioni di euro rispetto al 2008 che provocherà uno sbilancio, per il Maggio, di 9,5 milioni di euro. Oltre alla beffa, il danno». Il sovrintendente del Maggio Giambrone frena: «Nessuna novità. Spetta ora a Bondi trovare i soldi per il promesso reintegro».