Lo strano caso del superconsulente pagato dal Lirico di Napoli Suscita polemiche la nomina di Fabrizio Bini, che presenta non poche anomalie Arriva un superconsulente per il Commissario straordinario al teatro Carlo Felice ma lo paga il teatro San Carlo di Napoli, mentre il ministero "congela" 900 mila euro della Fondazione genovese. A tre giorni dalla scadenza del contratto del commissario Giuseppe Ferrazza (il 31 gennaio), ieri è entrato per la prima volta nel teatro genovese Fabrizio Bini, attualmente direttore amministrativo del San Carlo di Napoli. Si tratta di una nomina che sta suscitando polemiche sia allinterno del Carlo Felice sia tra i lavoratori del teatro lirico napoletano perché presenta diverse anomalie. Partiamo dallinizio. Infatti Bini è stato nominato direttore amministrativo del San Carlo di Napoli dal commissario straordinario della Fondazione napoletana, Salvatore Nastasi, che è anche capo di Gabinetto del ministro per i Beni e le Attività culturali Sandro Bondi. Ma il commissario genovese Giuseppe Ferrazza ha voluto portare Bini anche Genova in qualità di "consulente del commissario". Ma per fare questo ha usato un escamotage. Fabrizio Bini sarà pagato dal San Carlo e "prestato" per tre giorni alla settimana al teatro Carlo Felice. Gli altri due giorni li passerà nel suo ufficio napoletano. Anche i costi delle trasferte saranno a carico della Fondazione San Carlo. Larrivo di Fabrizio Bini comincia a occupare una delle caselle di quellorganigramma che il commissario Ferrazza aveva presentato, a dicembre, ai sindacati, come prima ipotesi di lavoro su una riorganizzazione della Fondazione Carlo Felice. E il suo ruolo assomiglia a quello descritto dalla casella "assistente del sovrintendente". E mentre si aggiunge una figura in più, seppure a costo zero, sul teatro genovese si addensano nuvole scure. Perché, proprio due giorni fa, il Ministero per i Beni culturali avrebbe finalmente comunicato limporto accantonato nei confronti del Carlo Felice: 900 mila euro che Bondi non verserebbe, almeno per ora, al teatro genovese. Ogni anno, secondo la legge Finanziaria del 2004, il Ministero infatti versa alla Fondazione Carlo Felice un contributo permanente di 2,5 milioni di euro. Questanno gli uffici di Bondi ne hanno confermati un milione e seicentomila. Congelando il resto. Allinterno del teatro Carlo Felice la tensione si è alzata, anche se il commissario Ferrazza getta acqua sul fuoco: «Questi denari così come sono stati accantonati potranno essere "liberati" in un altro momento. Inoltre anche il Carlo Felice ha accantonamenti su cui contare». Intanto ieri il capo di Gabinetto del ministro Bondi, Salvatore Nastasi, ha spiegato di «stare valutando» la riconferma di Giuseppe Ferrazza come commissario straordinario della Fondazione Carlo Felice di Genova e di voler comunicare «nei prossimi giorni ufficialmente la decisione». Allinterno del teatro si dà per certo il rinnovo dellincarico. Insieme a Ferrazza, il 31 gennaio, dopo sei mesi scadranno anche il direttore artistico, Cristina Ferrari, e altri tre dirigenti, che però saranno quasi certamente tutti riconfermati nel momento in cui sarà ufficiale il rinnovo del contratto di Ferrazza.
GENOVA - Carlo Felice, lultima stangata il ministro taglia 900 mila euro
Il commissario straordinario al teatro Carlo Felice, Giuseppe Ferrazza, ha nominato Fabrizio Bini, direttore amministrativo del San Carlo di Napoli, come "consulente del commissario". Tuttavia, Bini sarà pagato dal San Carlo e "prestato" al Carlo Felice per tre giorni a settimana. I costi delle trasferte saranno a carico della Fondazione San Carlo. Questa nomina sta suscitando polemiche all'interno del Carlo Felice e tra i lavoratori del teatro lirico napoletano. Il Ministero per i Beni culturali ha comunicato che 900 mila euro della Fondazione Carlo Felice sono stati congelati, a causa di un accordo tra il ministro Sandro Bondi e il commissario Ferrazza.
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