Allarme fondi statali per «Italia 150», il progetto celebrativo per il centorinquantenario dell'Unità d'Italia in programma nel 2011 e già pronto a partire, con ì primi eventi che sai-anno presentati al Parlamento Europeo di Bruxelles dal 18 al 20 febbraio. «Il tempo stringe, andiamo avanti da soli», è l'annuncio della presidente della Rgione Piemonte, Mercedes Bresso, e della Provincia di Torino, Antonio Saitta, principali promotori di un calendario fittissimo di iniziative culturali che avranno il loro clou nel capoluogo piemontese a partire dalla grande mostra «Da Van Dyck a Belletto», 91 capolavori fiamminghi collezionati dai Savoia e provenienti dalla Galleria Sabauda di Torino, che dal 19 febbraio saranno esposti al Bozar di Bruxelles, il palazzo delle Belle Arti della capitale europea che per i suoi 80 anni ha deciso di ospitare l'Italia per la prima volta: «Si tratta di un'importante occasione di promozione internazionale del nostro territorio e dell'evento che ospiterà tra due anni», precisa Antonio Saitta, che è anche presidente di turno del Comitato Italia 150. Ma all'appello mancano ancora i 54 milioni della seconda franche di finanziamenti pubblici: «Ci auguriamo che queste risorse arrivino al più presto; nel frattempo, con i nostri fondi (circa 40 milioni di euro, 20 dei quali messi a disposizione dalla Compagnia di San Paolo, ndr), finanzieremo le prime fondamentali opere», aggiunge Bresso, annunciando la seconda manifestazione culturale che a Bruxelles offrirà un "assaggio" di Italia 150, ossia il festival «Torino, Italian Spring», rassegna di cinema, letteratura, danza e gastronomia, con la partecipazione tra gli altri di Alessandro Baricco e Carlin Pettini per far conoscere «Esperienza Italia». A gettare acqua sui fuoco della polemica è Enzo Ghigo, senatore di Forza Italia e rappresentante del governo nel comitato delle celebrazioni, che replica: «Allarmismi fuori luogo, l'attenzione istituzionale è alta e il ministro per j Beni culturali Bondi mi ha confermato che in tempi brevi sarà disponibile la seconda franche dei fondi statali».