L'annuncio del sindaco Gianni Alemanno, lo scorso 22 gennaio, aveva intersecato la soddisfazione del primo sì al Senato per Roma Capitale: «Lo spazio dei Fori imperiali è diviso in due parti, una parte gestita dal Comune e un'altra dallo Stato. C'è in mezzo un muro per cui i turisti non possono passare da una parte all'altra. Noi il 21 aprile, il Natale di Roma, abbatteremo questo muro, faremo un'unica gestione di valorizzazione dell'area. Questa realtà sarà un effetto diretto di questa legge». Rincara la dose il vicesindaco Mauro Cutrufo: «Così valorizziamo un bene comune e abbattiamo antiche divisioni». In serata, la conferma del ministro SandroBondi. Ma dov'è questo muro, che in realtà è un lungo reticolato che divide la pianta della Basilica Emilia, nel bel mezzo dei Fori imperiali? E, soprattutto, davvero sarà buttato giù? La risposta positiva arriva dal sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro e da Angelo Bottini, soprintendente per i Beni archeologici di Roma. Con i quali abbiamo visitato gli scavi. «Una decisione naturalmente condivisa con l'assessore alla Cultura Umberto Croppi e che io considero l'avvio del nuovo Rinascimento di Roma», pesa le parole Giro, «non c'è dubbio: se Parigi ha il Louvre, noi ricostruiremo l'immagine di Roma Capitale intorno al Foro Romano». E Bottini: «Un grande impegno che finalmente riusciremo a portare avanti». Il progetto, che si completerà fra due anni (e il 2011 è centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia) non prevede solo, sempre a proposito di connotati simbolici evocati dal sindaco, l'abbattimento del reticolato che divide l'area dei Fori. «Lavoreremo su tre fasi», anticipa a Libero il sottosegretario ai Beni culturali, «prima provvederemo alla pulitura conservativa, allo smantellamento delle vecchie impalcature e alla chiusura degli scavi che devono essere nuovamente attrezzati. Poi, si passerà alla messa in sicurezza dei monumenti. Infine, via a un grande progetto di comunicazione con pannelli e percorsi guidati. Anche qui, assoluta sintonia, anche operativa, con l'assessore Croppi». La stessa riapertura della Basilica Emilia, unica sopravvissuta della stagione repubblicana a Ro -ma, fa parte dei progetti. Per non parlare della Lapis Niger, ora coperta da un soffitto provvisorio, legata alla scomparsa di Romolo, 0 fondatore della Città eterna. Ma se «la prima iniziativa sarà l'illuminazione notturna almeno del Foro Romano», buone notizie arrivano anche per gli ingenti investimenti previsti. Ci penserà la società Arcus ma partiranno dal ministero proposte anche alle fondazioni bancarie. Tutto per creare la Casa dei Fori, forte ambizione di Giro e del Campidoglio . Uno dei grandi temi del tavolo Campidoglio-governo, guidato proprio da Giro. E con Croppi e Cutrufo tra gli attori protagonisti.