MUSSO - Il Giardino del Merlo sta per rinascere a vita nuova. Un'oasi naturalistica di assoluto valore, arricchita nell'800 anche dal punto di vista architettonico, si rifà il trucco con l'obiettivo di rappresentare un'attrattiva turistica. I lavori di recupero, iniziati due anni fa grazie a un finanziamento di 2 miliardi di lire, sono a buon punto. Sono in fase di ultimazione gli edifici all'ingresso, con biglietteria, servizi, locale mostre e abitazione del custode; in una parte del giardino sono stati effettuati interventi di sistemazione e ora, grazie a un contributo di 300mila euro della Comunità montana, è stato appaltato l'acquedotto: «Progetto importantissimo per l'irrigazione - sottolinea Gianfranco Montini, vicesindaco di Musso e membro dell'associazione Giardino del Merlo, onlus titolare dell'area - Il finanziamento della legge Valtellina è ormai esaurito, ma riusciremo comunque a completare gli edifici in muratura. Anche la Provincia garantirà un contributo da utilizzare, in modo specifico, per la piantumazione di essenze che già facevano parte del glorioso giardino. Entro l'estate contiamo di rendere percorribile un primo sentiero, in modo da aprire finalmente al pubblico la struttura. Il Giardino del Merlo, costruito sui resti del castello del Medeghino, venne così denominato dall'ideatore e proprietario, Giovanni Manzi, perché in una piccola valletta che lo attraversava nidificavano i merli. Grazie a trovate di grande genialità artistica, in modo particolare alla compenetrazione fra architettura e natura, con gradinate scavate sul ciglio di dirupi e addirittura un intero appartamento scavato nella roccia rappresentò un'ambita attrazione turistica».