Storici edifici della capitale - veri e propri custodi delle memorie italiane - rischiano l'alienazione "per esigenze di cassa". E allora è allarme generale: di associazioni - come Italia Nostra e il gruppo dei Romanisti - e dell'onorevole Giovanna Melandri, che ieri ha redatto un documento di interrogazione parlamentare, inviata al Ministero dell'Economia e delle Finanze. Oggetto del documento, il palazzo della Zecca nel quartiere Esquilino, attualmente di propietà dell'Istituto Poligrafico e in fase di ristrutturazione. «Il documento nasce dall'esigenza di avere un'idea chiara sulla destinazione finale del palazzo», fa sapere l'ex ministro Meiandri, «visto l'indiscusso valore storico dell'edificio e il valore culturale delle attività che in esso si svolgono». La Zecca di Roma dell'Esquilino risale infatti al 1908, quando, alla presenza del Re Vittorio Emanuele III, fu posta la prima pietra. Tre anni più tardi, l'inaugurazione ufficiale e l'inizio dell'attività, che prevedeva la produzione monetaria,il Museo della Zecca - originato dal "Gabinetto Numismatico" della Zecca pontificia, e la Scuola dell'Arte e della Medaglia, tutt'ora in funzione e unica in Italia, frequentata da studenti di ogni parte d'Europa. Insom-ma, un signor palazzo che dall'alto dei suoi quasi cento anni d'età, della Storia d'Italia ne avrebbe molto da raccontare, tanto che il Fai lo ha inserito nella lista di monumenti da visitare per la manifestazione del primo " Weekend di Primavera" che si svolge oggi e domani. Ma se di liste si parla, sarebbe quella, stilata in questi mesi dall'Agenzia del Demanio, a far tremare i piani alti della cultura e della politica e gli ambientalisti: una lista di beni da privatizzare - si parla di almeno 15mila immobili - che rimane ancora oscura ai più, nonostante la "prova generale" dello scorso 17 marzo che ha visto riunirsi Demanio e Direzione generale per i Beni architettonici e il paesaggio de! Ministero. «Se la lista venisse pubblicata on-line», dice Oreste Rutigliano di Italia Nostra, «almeno si potrebbe argomentare in tempi rapidi sul reale valore culturale degli edifici, aiutando così anche le stesse sovrintendenze a discernere». Dunque, tutti in allarme in attesa di saperne di più sul destino del Palazzo. Il documento della Melandri, infatti, prende piede proprio da una transazione, avvenuta il 28 novembre del 2002, che ha visto protagonista la sede principale della Zecca di Stato, situata al Parioli: non si sa ancora a quale uso sarà destinata (le voci sono tante: la più folcloristica parla di una vendita ad una banca cinese!), ma intanto Italia Nostra ed altre associazioni della Capitale si sono mosse con una controproposta per convertirne l'uso a museo. Per non rischiare la stessa incerta sorte, la Melandri chiede chiarezza al ministero: «Si vuole sapere quali siano i propositi del Ministro, anche in relazione alla rinascita del Rione Esquilino, a cui l'amministrazione comunale di Roma sta dedicando risorse ed energie». Palazzo della Zecca-Interno della "Scuola dell'Arte della Medaglia'
II Palazzo della Zecca a rischio svendita
Il palazzo della Zecca di Roma, un edificio storico del 1908, è in fase di ristrutturazione e rischia di essere alienato per "esigenze di cassa". L'associazione Italia Nostra e l'onorevole Giovanna Melandri hanno redatto un documento di interrogazione parlamentare per avere informazioni sulla destinazione finale del palazzo. Il documento richiede chiarezza sulle intenzioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze e sulla rinascita del Rione Esquilino. La Zecca di Roma è un importante luogo storico e culturale, con un museo e una scuola dell'arte della medaglia.
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