Grandi Gallerie dell'Accademia, accordo raggiunto ieri per le finiture interne del nuovo museo tra le due Soprintendenze veneziane interessate e il consulente per il progetto, l'architetto Tobia Scarpa, dopo che quest'ultimo aveva anche minacciato di lasciare il suo incarico proprio per l'insoddisfazione espressa dal soprintendente polo museale Giovanna Nepi Scirè per le prime soluzioni proposte. «Abbiamo firmato un verbale - spiega la dottoressa Nepi Scirè - per le scelte di pavimenti, intonaci e infissi, che sono di piena soddisfazione. Le nuove Gallerie dell'Accademia avranno pavimenti alla veneziana e in cotto e infissi e intonaci molto belli e anche le soluzioni per l'illuminazione si presentano pienamente soddisfacenti». La soprintendente aveva chiesto in precedenza, rispetto alle precedenti soluzioni di Scarpa, in una lettera inviata alla sua collega dei Beni Paesaggisti e Architettonici di Venezia Renata Codello un recupero attento all'unità originaria del luogo, bocciando, tra l'altro, la proposta dei pavimenti in marmo chiaro a riquadri regolari così come dei controsoffitti dai connotati tipici degli spazi direzionali e di riunione.
VENEZIA - Grandi Gallerie dell'Accademia accordo raggiunto sugli interni
Grandi Gallerie dell'Accademia, accordo raggiunto ieri per le finiture interne del nuovo museo tra le due Soprintendenze veneziane interessate e il consulente per il progetto, l'architetto Tobia Scarpa, dopo che quest'ultimo aveva anche minacciato di lasciare il suo incarico proprio per l'insoddisfazione espressa dal soprintendente polo museale Giovanna Nepi Scirè per le prime soluzioni proposte. Abbiamo firmato un verbale - spiega la dottoressa Nepi Scirè - per le scelte di pavimenti, intonaci e infissi, che sono di piena soddisfazione. Le nuove Gallerie dell'Accademia avranno pavimenti alla veneziana e in cotto e infissi e intonaci molto belli e anche le soluzioni per l'illuminazione si presentano pienamente soddisfacenti. La soprintendente aveva chiesto in precedenza, rispetto alle precedenti soluzioni di Scarpa, in una lettera inviata alla sua collega dei Beni Paesaggisti e Architettonici di Venezia Renata Codello un recupero attento all'unità originaria del luogo, bocciando, tra l'altro, la proposta dei pavimenti in marmo chiaro a riquadri regolari così come dei controsoffitti dai connotati tipici degli spazi direzionali e di riunione.
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