Per vederla, bisogna conoscerla: la Casa delle Armi al Foro italico, al numero 60 di viale delle Olimpiadi, è chiusa dietro alte cancellate e da qualche mese anche coperta dai ponteggi. Eppure si tratta di uno dei maggiori esempi di architettura razionalista a Roma, progettata dall'architetto Luigi Moretti negli anni 1934-35, utilizzata come aula bunker e come sede della sezione di Polizia giudiziaria dei carabinieri. Monumento sotto vincolo dalla fine degli anni Ottanta, la Casa delle armi è oggetto in queste settimane di un intervento di massima urgenza da parte della Soprintendenza per i Beni architettonici: c'è il rischio di distacco per alcune lastre della facciata e il problema di sollevamento di alcune pavimentazioni. Nonostante il contesto tutt'altro che archeologico, i lavori sono stati occasione di una scoperta. In quello che era l'atrio d'ingresso della Casa delle armi, che incrociava due edifici con funzioni distinte (la palestra e la biblioteca), è emerso un grande mosaico policromo disegnato proprio da Moretti e raffigurante un trionfo d'armi sul modello di quelli di Roma antica: una fila di sciabole incrocia altrettanti fioretti, al centro c'è una grande armatura, mazze ferrate e altri oggetti guerreschi, con un tocco futurista-metafisico nel gagliardetto rappresentato al posto della testa del guerriero, con al centro la mitica e onnipresente M mussoliniana stilizzata. Il mosaico è di forma ovale, molto grande con i suoi oltre cinquanta metri quadri, e il fatto più interessante è che sia formato di tesserine di molti colori. C'è il verde in varie tonalità, l'arancio, il giallo e molti toni di grigio. Da un lato s'intravedono come in penombra due grandi guerrieri in posa da combattimento che probabilmente sono stati rimossi per un ripensamento dell'artista. «Questo mosaico ha un valore simbolico, è particolarmente bello e più raffinato di molti di quelli del Foro italico ed è stato coperto probabilmente fin dal Dopoguerra», ha spiegato il soprintendente Roberto Di Paola presentando il ritrovamento insieme al colonnello Vittorio Trapani insieme agli architetti Pierluigi Porzio e Paola David. Nell'edificio di Moretti potrebbe nascere in futuro il Museo dello Sport: «L'intenzione c'è ma si tratta di un percorso complesso - aggiunge Di Paola - per il quale non c'è ancora un progetto anche se è qualcosa di più di un sogno che è particolarmente caro al presidente del Coni Mario Pescante». I carabinieri per ora non hanno contratti d'affitto in scadenza né disposizioni di trasferimento e l'aula bunker continua a fare il suo lavoro a pieno ritmo come sede della prima corte d'assise di Roma. Anche il cantiere procede: il restauro del mosaico è impegnativo, intere porzioni dovranno essere risarcite e poi protette.