Bergamo - La «Stall di Ere» non c'è più. Ieri mattina gli ultimi colpi di ruspa hanno mandato in polvere il complesso rurale risalente al Cinquecento per la cui salvezza si era spinto a Lurano perfino Ermanno Olmi. Centinaia di lettere, email, appelli provenienti da associazioni (Italia Nostra, l'Istituto castelli italiano) e da privati non hanno modificato la convinzione del sindaco Dimitri Bugini che quello non fosse che un fabbricato agricolo come tanti. Nessun problema ad abbatterlo, quindi, per ricavarvi un complesso residenziale. L'associazione Giovanni Secco Suardo si è battuta su ogni fronte per cercare di bloccare la demolizione. Ma l'unica conquista, ritenuta inadeguata e insufficiente, è stata la prescrizione della Sovrintendenza di richiamare nella nuova costruzione alcune caratteristiche del vecchio edificio rurale. Anche Ermanno Olmi aveva provato a convincere il sindaco nel dicembre del 2007. «Non ho cambiato idea» la lapidaria risposta del primo cittadino a capo di una giunta leghista. E dopo una prima demolizione, avvenuta il 28 agosto 2007 (toccò all'ala di origine settecentesca), ieri mattina è arrivato il definitivo colpo di grazia. c.zap.