Il commento Il patron Michele: «Per noi un danno di immagine incalcolabile» «Attendiamo con fiducia il giudizio della Corte europea dei diritti dell'uomo. A prescindere dall'eventuale indennizzo, vorremmo che sia sancita la correttezza del nostro modo d'agire: siamo stati sempre imprenditori seri». Michele Matarrese, presidente della Salvatore Matarrese, è il punto di riferimento di una famiglia che ha perso 250 milioni nella costruzione di Punta Perotti; un residence che più di due anni fa è stato sbriciolato e giace sotto l'ampio prato inglese a sud della città. Una demolizione pagata con i soldi dei baresi che potrebbe essere oggetto di rivalsa da parte dello Stato. I Matarrese, infatti, hanno chiesto alla Corte che Roma paghi un indennizzo di 400 milioni (salgono a 500 se si aggiungono le «fatture » dei partner Andidero e Quistelli). Da Strasburgo un primo via libera è giunto ad agosto scorso con la dichiarazione di ricevibilità. «Sul profilo dell'immagine - conclude Matarrese la vicenda Punta Perotti ci ha creato un danno incalcolabile. Spero che sia giunta l'ora di ripristinare la realtà». Le prime fondamenta dei palazzi furono scavate nel 1995, poi una serie di sequestri e, infine, l'abbattimento. Martedì prossimo, dopo 14 anni, forse sarà scritto l'ultimo atto di una lunga e costosa telenovela.