Purtroppo è durata anche meno di quanto immaginassimo. Stiamo parlando del Petruzzelli e del lampo che è durata la gioia di annunciare la data nuova dell'apertura. Ricordate? Emiliano è andato a Roma insieme a tutti gli altri protagonisti della storia (proprietà e Regione), si è incontrato con il ministro Bondi ed è tornato tutto contento. «Abbiamo le chiavi, si comincia ». Solo ventiquattro ore dopo sulla soddisfazione del sindaco (e della città) si è riversata prima l'acqua gelata dell'assessora Godelli (la Regione non dà un euro ai proprietari del teatro) e poi quella gelatissima del ministro Bondi (se è così, niente chiavi). Brutta sensazione essere facili profeti. Ma non parliamo solo del Petruzzelli, parliamo del sindaco di Bari. Emiliano dicono i ben informati sta veleggiando verso l'appuntamento elettorale con un buon vento. E' l'unico sindaco del centrosinistra per usare le parole di un avversario, l'onorevole Gasparri, intervistato dal Corriere che non parte «svantaggiato ». Ma mancano sei mesi al confronto con l'altro «sindaco », quel Di Cagno Abbrescia che con molto coraggio, ha voluto rimettersi in discussione dopo aver lasciato a Bari buoni ricordi. E sei mesi in politica non sono pochi. Tanto più se mentre il tempo scorre verso quell'appuntamento restano sul cammino del campione in carica un paio di fantasmi, qualche rogna giudiziaria e degli alleati che rischiano di portarti nel baratro. Fossimo in Emiliano, delle rogne giudiziarie non ci preoccuperemmo, sono talmente tante ormai le inchieste dei magistrati nel nostro Paese che fanno sempre meno effetto. Quanto agli alleati, purtroppo sono come i parenti, non te li scegli. Puoi litigarci però, e ogni tanto è bene. I fantasmi, invece, appaiono quando meno te li aspetti e non si sa cosa possono combinare. Uno sta sulla strada del sindaco da parecchi mesi, non lo fa dormire la notte, appare, scompare, sembra acciuffato e poi scompare di nuovo. E' il Petruzzelli, del quale abbiamo detto e sul quale ci soffermeremo di nuovo fra poco. L'altro, spuntato poche ore fa dalle nebbie di una demolizione, è Punta Perotti. Martedì si saprà cosa ha deciso la Corte europea dei diritti dell'uomo alla quale si sono rivolti i Matarrese dopo l'abbattimento. Se sarà data ragione agli imprenditori, Emiliano starà nei guai. Anche se nessuno ha mai pensato nemmeno noi che assistemmo con gioia al ricomparire dell'orizzonte il giorno in cui la «saracinesca» crollò che gli imprenditori siano i nemici di una città. Ricominciare a discutere con essi fa parte del lavoro di un sindaco, basta che gli affari vadano d'accordo con le regole e con il famoso bene comune. E tornando al Petruzzelli, anche questo fantasma può essere scacciato con la freddezza dell'amministratore. Oggi esiste solo il patto del 2002 con la famiglia ed è con quello che si deve fare i conti. I baresi che hanno partecipato alla campagna di riapertura firmando i vari appelli fra i quali, il primo, quello del Corriere, non intendevano riproporre un esproprio di piazza. Emiliano pretenda da Vendola il rispetto degli impegni. Altrimenti dovremmo dare ragione a Rocco Palese: il 6 dicembre si voleva solo fare una sceneggiata perché già si sapeva che il contributo della Regione non ci sarebbe stato e che quindi il Petruzzelli non sarebbe mai entrato in funzione.
PUNTA PEROTTI: Dopo il Politeama, i Materrese: i fantasmi del sindaco
Il sindaco di Bari, Emiliano, sta cercando di annunciar l'apertura del Petruzzelli, un teatro storico, ma la sua soddisfazione è stata breve. La Regione non ha fornito il contributo richiesto, e il ministro Bondi ha cambiato idea. Il sindaco sta cercando di fare i conti con la famiglia del teatro, che ha un patto con la Regione del 2002. I baresi che hanno partecipato alla campagna di riapertura del teatro hanno firmato appelli, ma non intendevano riproporre un esproprio di piazza. Il sindaco deve dare ragione a Rocco Palese, che ha detto che il contributo della Regione non sarebbe mai stato fornito.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo