L'esperto Il professore Andrea Cannone: «La sentenza emessa martedì sarà vincolante» BARI «La sentenza che emetterà martedì la Corte europea dei diritti dell'uomo, qualunque essa sarà, vincolerà obbligatoriamente lo Stato italiano». A parlare è il professor Andrea Cannone, docente della facoltà di Giurisprudenza e direttore del dipartimento di Diritto internazionale dell'Università di Bari. Professore, dunque i giudici di Strasburgo metteranno la parola fine alla vicenda dell'abbattimento di Punta Perotti. Ci spiega come funziona la Corte e perchè si è arrivati a questo punto? «La Convenzione dei diritti dell'uomo, a cui il nostro paese aderisce, prevede che i privati cittadini e le associazioni non governative possano ricorrere a quest'organismo per chiedere di pronunciarsi su presunte violazioni dei diritti umani. Ma ci si può rivolgere alla Corte solo in via sussidiaria, quando cioè siano stati esauriti tutti i mezzi previsti dall'ordinamento giuridico interno ». E nel caso di Punta Perotti? «I ricorrenti, la Sud Fondi e le altre imprese costruttrici, contestano la confisca degli immobili, sentenziata dalla Cassazione, appellandosi al principio nulla poena sine lege (nessuna pena senza legge) e al diritto di proprietà, che la Convenzione tutela». Quindi, un'eventuale condanna dello Stato italiano comporterebbe un risarcimento dei danni provocati dall'abbattimento? «Non un risarcimento, ma un indennizzo forfettario calcolato sulla base del principio della equa soddisfazione ». Si parla di 500 milioni. «Difficile quantificare, ma in ogni caso la somma stabilita, parliamo sempre di eventualità, dovrà essere riconosciuta ai ricorrenti così come calcolato dalla Corte europea, senza ulteriori passaggi per altri tribunali italiani». Indennizzo che dovrebbe pagare lo Stato, oppure quest'ultimo si può rivalere sul Comune? «La mia opinione è che l'amministrazione comunale non rischia di dover risarcire lo Stato». Perché, professore? «Perchè i ricorrenti contestano il provvedimento di confisca, che è avvenuto prima dell'abbattimento, ma non c'è stato un esproprio del Comune». Quindi ha ragione Emiliano, quando dice che i palazzoni dovevano essere abbattuti? «Indipendentemente dall'ordinanza di abbattimento, lo Stato ha diritto di rivalsa sugli Enti locali quando questi abbiano provocato, con la loro condotta, una violazione dei diritti umani che abbia costretto lo Stato a sostenere oneri finanziari». Allora i contribuenti baresi sono in una botte di ferro. «Io penso che l'eventuale indennizzo resterà a carico dello Stato. Lo ripeto, è la sentenza di confisca che è stata contestata. E su questo si pronuncerà la Corte». Luca Barile