Corte europea Verdetto martedì ma è già lite Di Cagno: il sindaco ammaina la bandiera BARI Il verdetto della Corte europea sui palazzi del lungomare è atteso per martedì. Ma da ieri l'abbattimento degli immobili di Punta Perotti è al centro della campagna elettorale. Il sindaco Michele Emiliano spiega che Bari non pagherà i danni di una eventuale sentenza sfavorevole. Di Cagno Abbrescia replica: è all'ammaina bandiera. Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-01-18 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE «Demolizione di Punta Perotti, i baresi non pagheranno il conto» Il sindaco: «Il Comune è nel giusto. Ma pronti a trattare con i costruttori» Per martedì è attesa la sentenza della Corte europea per i Diritti dell'Uomo Di Cagno Abbrescia: «Il sindaco ammaina la bandiera Punta Perotti dopo aver utilizzato la sua demolizione» BARI La confisca, no, non era giusta. Quindi uno spiraglio per la trattativa con gli imprenditori si apre, a patto che si modifichi la legge che ha consentito quella confisca. Ma l'abbattimento era obbligatorio. Per questo il Comune che ha demolito i palazzi non pagherà un euro di risarcimento danno. Il sindaco querelerà e il Comune chiederà i danni a chi dice il contrario. Michele Emiliano a tutto campo, un po' sindaco un po' magistrato, si prepara alla sentenza della Corte europea per i Diritti dell'Uomo su Punta Perotti, attesa per martedì. In città circolano voci non rassicuranti. I giudici di Strasburgo potrebbero accogliere il ricorso della Sud Fondi che poggia su due argomentazioni per chiedere il riconoscimento della violazione della carta dei diritti dell'uomo: una confisca in assenza di responsabilità penale dei costruttori, la sproporzione tra l'abuso e il danno causato dall'abbattimento. «Non esiste possibilità che quel procedimento influisca sul patrimonio del Comune, è una leggenda - avverte Emiliano - semplicemente perché in discussione non è l'abbattimento ma la confisca». Il sindaco quindi ricorda che l'iter che la sua amministrazione ha accelerato è stato in realtà avviato dal suo predecessore (e avversario alle elezioni di giugno) Simone Di Cagno Abbrescia. «Sono pronto a battermi per difendere l'operato della passata amministrazione - promette - a difenderlo. Ho seguito l'impostazione giuridica di chi mi ha preceduto e dato seguito a un voto del Consiglio comunale che escludeva l'utilità pubblica per i palazzi. Anche i fondi per l'abbattimento erano stati accantonati dalla precedente giunta. Diciamo che noi abbiamo fatto sul serio». A sostegno della sua tesi, il sindaco-magistrato porta gli articoli di legge: quello che dispone la confisca dei terreni sui quali ci sia stata lottizzazione abusiva riconosciuta con sentenza definitiva (4785), e quello che, citando proprio il caso Punta Perotti, diffida i Comuni a provvedere all'abbattimento entro sessanta giorni (3082004) dalla sentenza di confisca. Ragioni sufficienti, secondo Emiliano, per pretendere che «gli avversari non provino a dire che la mia condotta ha provocato un danno alla città, altrimenti querelerò». Ma Di Cagno Abbrescia non si fa tirare dalla parte di Emiliano né spaventare dalla minaccia di querela. «Il sindaco ammaina la bandiera Punta Perotti - è la replica - dopo aver utilizzato strumentalmente la demolizione per la sua campagna elettorale del 2004, adesso che teme una sentenza che risarcirebbe i costruttori, scarica anticipatamente le colpe dell'abbattimento sul governo. Ma i baresi ricordano perfettamente la sua corsa a spingere il bottone del detonatore ». Sospette per il parlamentare del Pdl anche le dichiarazioni che precedono la sentenza. «Dà per scontata la condanna dello Stato italiano. Noi aspettiamo la pronuncia della Corte ». Ma al di là dell'inevitabile polemica politica, è interessante la riapertura della trattativa con i costruttori. Che però, scottati da un tavolo avviato dallo stesso Emiliano e saltato senza molte spiegazioni, potrebbero preferire che siano i giudici (europei o italiani, visto che la causa di risarcimento è già stata intentata contro il Comune davanti al tribunale di Bari) a disporre il risaricimento. «Ritengo eccessiva l'azione di confisca - è l'apertura del sindaco - per una lottizzazione autorizzata e per la quale non ci sono state condanne. Non ho mai avuto una volontà punitiva nei confronti dei costruttori. Ma non c'era una strada legittima per ridurre il loro danno. Altrimenti l'avremma percorsa. Se sarà modificata la legge, però, potremmo immaginare una transazione ». Ma i suoli (pur rimasti prudentemente edificabili, ndr) non torneranno ai Matarrese, ipotesi già esclusa da Emiliano nel 2005 nonostante un parere favorevole dell'avvocatura comunale. «Non possiamo restituire suoli del valore di 500 milioni di euro. A Punta Perotti il giardino resta. Ma con gli imprenditori potremmo trattare il trasferimento dei volumi edificabili altrove». Adriana Logroscino
PAESAGGIO - PUNTA PEROTTI. Sentenza Punta Perotti Emiliano: Bari non paga
Riassunto: La Corte europea attende il suo verdetto martedì sulla sentenza che ha accolto il ricorso della Sud Fondi contro il Comune di Bari per la demolizione dei palazzi di Punta Perotti. Il sindaco Michele Emiliano afferma che il Comune non pagherà i danni se la sentenza sarà sfavorevole, ma pronti a trattare con i costruttori. Il sindaco replica a Di Cagno Abbrescia, che accusa il sindaco di aver utilizzato la demolizione per la sua campagna elettorale del 2004.
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