Solo dopodomani conosceremo ufficialmente la sentenza emessa dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo sulla richiesta di risarcimento presentata dai costruttori di Punta Perotti. Riepiloghiamo i fatti più recenti. Il gruppo Matarrese (con i partner Andidero e Quistelli) si è rivolto a Stasburgo il 25 settembre 2001 sostenendo le ragioni di un danno stimato in circa 500 milioni di euro. Il ricorso dei costruttori è stato dichiarato «ricevibile» il 30 agosto scorso, vale a dire due anni e quattro mesi dopo la prima esplosione del 2 aprile 2006 con la quale iniziò l'abbattimento della «saracinesca » sul lungomare che toglieva l'orizzonte ai baresi. La sentenza, lo ripetiamo, sarà nota solo dopodomani. Ma il fermento e le iniziative che la precedono la conferenza stampa di ieri del sindaco di Bari Michele Emiliano e l'immediata replica del suo sfidante di giugno Simeone Di Cagno Abbrescia consentono di prevederne il contenuto. Diamo per scontato come del resto hanno fatto sia Emiliano che Di Cagno Abbrescia che i costruttori si vedano riconosciuto il diritto al risarcimento del danno milionario. Cosa succederà? Il sindaco di Bari in conferenza stampa ha detto tre cose. La prima. Non saranno i baresi a pagare e chi sosterrà questa tesi in campagna elettorale sarà querelato per il danno che fa a Bari. La seconda. Lui si è sempre dichiarato contrario alla confisca degli immobili sul lungomare ma da sindaco ha applicato una sentenza dello Stato che concludeva l'iter avviato dal suo predecessore guarda caso proprio Simeone Di Cagno Abbrescia e che portava all'abbattimento. La terza. Non può restituire ai costruttori l'area diventata intanto un parco pubblico ma si dichiara disponibile ad aprire una trattativa con i Matarrese ed i loro partner per assegnare spazi uguali in altre zone della città dover poter costruire. E' questo probabilmente l'aspetto più rilevante della linea scelta dal sindaco di Bari. Che Punta Perotti sia stata una storia tormentata è noto a tutti. Che le sentenze oltre ad essere state applicate abbiano fatto discutere è altrettanto vero. Che si siano creati prima e dopo l'aprile del 2006 due partiti (uno pro abbattimento e uno contrario) è persino semplice verificarlo. Ma questo è il passato. Bari ha ora davanti a sé un nuovo capitolo della telenovela girata tra municipio, palazzo di giustizia e lungomare. Il titolo della puntata è il seguente: la trattativa. Il sindaco di Bari apre una finestra di dialogo con i costruttori alla quale invita anche Confindustria. Non è difficile immaginare che dopodomani la sentenza si presterà ad uso della campagna elettorale in corso. Ma, oltre il gioco delle parti, Bari ha la possibilità di riscattarsi da questa brutta storia ricorrendo alla responsabilità e al buon senso. Dal letame cantava Fabrizio De Andrè nascono i fiori. Potrebbe essere così anche per le macerie dei palazzoni abbattuti. Emiliano ci prova. Ora tocca alla responsabilità degli altri. Un accordo è possibile. E serve a Bari. Un'altra polemica non serve a nessuno.
PAESAGGIO - PUNTA PEROTTI. Un patto nuovo
La Corte europea dei Diritti dell'Uomo sta per emettere una sentenza sulla richiesta di risarcimento dei costruttori di Punta Perotti, che sostengono di aver subito un danno di circa 500 milioni di euro. Il ricorso è stato dichiarato ricevibile il 30 agosto scorso. Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ha detto che i costruttori si vedranno riconosciuto il diritto al risarcimento, ma che i baresi non dovranno pagare. Ha anche affermato di non poter restituire l'area diventata un parco pubblico, ma di essere disponibile ad aprire una trattativa con i costruttori per assegnare spazi uguali in altre zone della città.
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