è oggi meta sempre più gettonata dai turisti che vengono ammaliati dal paesaggio e dal patrimonio culturale Chiaramonte Gulfi. Parlano del territorio, della sua storia, di quella dei popoli che lo hanno abitato, di tradizioni usi e costumi che col tempo vengono dimenticati, di memorie e passioni che spesso gli oggetti, meglio di racconti e parole, sanno rievocare e narrare. Sono ben otto i musei allestiti nel cuore di Chiaramonte Glulfi, esposizioni permanenti che offrono ai visitatori la possibilità di spaziare fra arte, cultura, storia e tradizioni in un itinerario tanto denso quanto affascinante. La piccola cittadina montana dal panorama unico ed affascinante è oggi meta sempre più ambita per tanti turisti che rimangono incantati non solo dal paesaggio naturalistico di rara bellezza ma anche dall'imponente patrimonio architettonico arricchito da un sapiente sfruttamento con sedi museali ed espositive di notevole importanza. Immersa nel verde della sua freschissima e bellissima pineta Chiaramonte Gulfi è circondata da grandi estensioni di alberi di ulivo che sono un tratto distintivo ed inconfondibile del paesino ibleo noto per l'olio Dop buono nel sapore come pregevole nella composizione. E' proprio attorno all'ulivo che si è sviluppata buona parte della storia di Chiaramonte ed è proprio nelle stanze di un museo, quello dell'olio, che si può ripercorrere il percorso culturale. All'interno del Museo dell'olio sono custoditi giare del XVI secolo, presse olearie che vanno dal XVI al XX secolo, utensili agricoli, quartare, corbelle d'epoca, panieri, il "cafiso" in ferro e tanti altri suppellettili ed oggetti di manifattura popolare che attestano la presenza dell'olio nei secoli, per i diversi usi. E' in questi spazi che il visitatore compie un percorso a ritroso nel tempo per un'avvincente immersione nell'atmosfera dell'antico mondo contadino. Tradizioni di un tempo che vengono rievocate dagli oggetti come anche accade nel museo del Ricamo e dello Sfilato, collocato in una delle viuzze adiacenti la storica scalinata di San Giovanni, all'interno del suggestivo tracciato medievale della città antica. Nel museo si trovano spazi dove si ricostruiscono, con suppellettili, mobili, fotografie e preziosi strumenti artigianali, gli ambienti in cui vengono creati gli inconfondibili e sempre più rari ricami dello sfilato siciliano. L'esposizione è impreziosita da introvabili testimonianze del passato, fra le quali un telaio in legno e più di duecento pezzi fra tende, tovaglie, asciugamani, paralumi e capi di paramento sacro. Il Museo del Ricamo costituisce un luogo per custodire ciò che il tempo inesorabilmente distruggerebbe così come anche accade nel museo ornitologico che si fonda sulla collezione dei fratelli Paolo e Giuseppe Azzara, avviata intorno agli anni Cinquanta, che è una raccolta di oltre 600 esemplari, alcuni rari e significativi per l'ornitologia siciliana, altri rarissimi per l'Italia e alcuni estinti localmente o a livello regionale e nazionale. Gli esemplari esposti risultano perfettamente imbalsamati e in ottimo stato, talmente ben conservati che quelle piume e quegli occhi sembrano vivere. E potrebbero invece rivivere suoni ormai dimenticati nel Museo degli Strumenti etnico-musicali, collocato nello storico Palazzo Montesano, che contiene ben 600 strumenti musicali provenienti da ogni parte del globo. La raccolta va attribuita al modicano Duccio Belgiorno. Si tratta di reperti rari, a volte unici, alcuni dei quali introvabili come anche accade nel Museo dei Cimeli Storico Militari che supera i mille reperti. In questo caso la raccolta è di Emanuele Gulino, collezionista di fama nazionale, ed i cimeli custoditi abbracciano momenti tragici ed eroici dei soldati su vicende che hanno interessato la storia militare italiana degli ultimi due secoli. La serie espositiva della raccolta è dominata dai copricapo militari, di tutte le forge e poi da elmetti di varie generazioni e Stati. Fa bella mostra una vasta raccolta di costumi militari, con ogni tipo di fregio e distintivo. E' impossibile poi non farsi rapire dalla bellezza della casa museo liberty, un allestimento unico in tutta la Sicilia, già collezione privata di Emiliana Figliuoli. Espone oggetti preziosi realizzati da artisti come Renè Lalique, Legras, Calderoni e si completa nell'arredo di una casa, con mobili realizzati su disegno di Ernesto Basile e di Carlo Zen. Da visitare è poi il museo dell'Arte Sacra, che si sviluppa su quattro sezioni espositive (il rito religioso, l'arte plastica, la pittura, l'arredo e il rivestimento ceramico) e dove si possono ammirare piviali in oro e seta, diverse pianete, un ostensorio in argento con alla base la statuetta di Santa Caterina, calici in argento, una croce d'altare in madreperla, finissime stole e cotte e mantelline. Per concludere lo straordinario percorso è necessario visitare la pinacoteca Giovanni De Vita costituita da opere donate dalla famiglia De Vita, su esplicita volontà del Maestro, alla comunità chiaramontana. Un patrimonio ricco che, unito a quello già custodito nelle altre gallerie della città, Chiaramonte deve oggi custodire, conservare e valorizzare. Adriana Occhipinti