Il sindaco sfida Di Cagno Abbrescia I manifesti del Pdl su Punta Perotti diffondono una «bugia insopportabile», per il sindaco Emiliano. Che chiede l'intervento di Di Cagno Abbrescia: «Ristabilisca la verità». Punta Perotti, è scontro Emiliano scrive a Di Cagno Sindaco infuriato dopo i manifesti affissi dal Pdl: «Mi aiuti a evitare questa clamorosa disinformazione» Emiliano chiede a Di Cagno Abbrescia di sconfessare il suo partito: «Fu lui a rilasciare le concessioni» BARI L'inganno è «insopportabile », tanto da spingere Michele Emiliano a scrivere un'altra lettera all'ex sindaco Simone Di Cagno Abbrescia. Per chiedergli aiuto nell'informare correttamente i baresi sulla vicenda di Punta Perotti, ma con l'obiettivo di far uscire allo scoperto il contendente alla poltrona di primo cittadino: o smentisce il suo partito o rinnega quanto ha affermato da sindaco. «So che il mio interlocuotore è un uomo d'onore, credo che non mi negherà questo aiuto - dice Emiliano - e poi ci siamo impegnati per una campagna elettorale civile: evitiamo che i cittadini sentano il peso di una "cambiale" che non c'è». A scatenare la reazione del sindaco, ieri, l'affissione di manifesti firmati Pdl: i palazzi di Punta Perotti nell'atto di crollare sovrastati da Totò e dal suo celebre «E io pago ». «Caro Simeone - scrive Emiliano - conosci bene tutta la vicenda e quindi devo escludere che tu sia complice di una così clamorosa opera di disinformazione. Ho il dovere di far conoscere ai cittadini la verità ed evitare che si diffondandano allarmismi infondati. Per questo ho bisogno del tuo aiuto». Di seguito tutte le ragioni, già esposte dal sindaco, per cui parlare di danno economico per il Comune a seguito della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha riconosciuto il diritto all'indennizzo per i costruttori dei palazzi sarebbe «da irresponsabili»: il Comune non è parte in causa ma lo Stato dovrà risarcire i costruttori, illegittima è la confisca e non l'abbattimento, la legge imponeva di demolire, il Comune è stato arricchito del valore dei suoli essendo beneficiario della confisca, valore che nella peggiore delle ipotesi dovrà restituire. Ma Emiliano non manca di tirar fuori argomenti che tirano in ballo proprio Di Cagno Abbrescia nella sua veste di sindaco. «Gli altri giudizi risarcitori promossi dai costruttori - ricorda - riguardano non l'abbattimento ma le concessioni edilizie: quattro delle cinque sono state rilasciate mentre eri sindaco tu». E, per rendere più difficile la posizione dell'avversario, Emiliano distribuisce un'intervista rilasciata da Di Cagno Abbrescia all'indomani del voto in Consiglio comunale per l'abbattimento dei palazzi (era l'ottobre del 2003). «La delibera è una conseguenza di una serie di atti (...). Sin dalla prima sentenza della Cassazione ci siamo attivati per la confisca, per le procedure di demolizione, reperendo i fondi». Infine piccolo suggerimento di comunicazione: «Di Cagno convinca i suoi a non appropriarsi del simbolo Totò».