Federico II Lo storico complesso di Sant'Antoniello ospita da ieri testi preziosi e rarissimi Sembra il nome di una birra. Ieri, finalmente, è arrivato il momento di «stapparla»: la Brau, biblioteca di ricerca di area umanistica, ha aperto i battenti dopo dieci anni di lavori, spalancando al pubblico un patrimonio culturale immenso. Duecentomila volumi, tra cui opere rarissime in edizioni prestigiose, conservati nello storico complesso di Sant'Antoniello a Port'Alba (piazza Bellini) e offerti alla libera consultazione del pubblico universitario. La struttura, che già di per sé rappresenta un notevole patrimonio monumentale - Sant'Antoniello fa capo al Monastero di Sant'Antonio di Padova del 1550 e ai palazzi Sanseverino e Conca - è diretta dalla dottoressa Gigliola Golia, e comprende anche la biblioteca digitale della Federico II. Il rettore dell'università, Guido Trombetti, è estasiato. «Una struttura bellissima: da un lato si ammira la bellezza del monumento, dall'altro la sua funzionalità. C'è tutta biblioteca di lettere, tra le più presigiose a livello internazionale, e parte di quelle relative agli altri ambiti umanistici. Poi abbiamo la biblioteca digitale, che è quella in rete, abbiamo messo gli uffici là dentro. Anche dal punto di vista simbolico, si tratta di un'intervento di grande valore: abbiamo unito il prestigio del classico e dell'antico con l'innovazione della biblioteca digitale. Tutto ciò è stato possibile anche grazie al Comune di Napoli che ci ha concesso i locali in comodato». Voluta dal rettore Trombetti e dal presidente del Polo delle Scienze umane, Massimo Marrelli, la biblioteca nasce per iniziativa del professor Fulvio Tessitore, che fu rettore della Federico II prima di Trombetti. «Se dovessi dire qual è il mio rimpianto, tirerei in ballo proprio la Brau racconta Tessitore Mi è dispiaciuto non poterla vedere realizzata durante il mio mandato. Ma sono molto contento, adesso, del fatto che il rettore Trombetti abbia dato esempio, in un periodo in cui ce n'è evidentemente bisogno, di che cosa sia la continuità istituzionale. Un rettore mette in piedi un bel progetto, e il suo successore lo porta avanti con determinazione. Il nostro intervento ha una duplice valenza: i locali avevano dei vecchi problemi di statica. In questo modo abbiamo restituito alla città dei percorsi archeologici unici ». Le bellezze monumentali del complesso di Sant'Antoniello sono infatti state sottolineate con la sistemazione di apposite vetrine. L'accesso alla Brau è consentito a docenti, ricercatori e studenti delle facoltà afferenti al Polo delle Scienze umane e sociali e a tutti gli studiosi, previa autorizzazione della direzione della biblioteca, dopo il rilascio di un badge personale. Stefano Piedimonte
CAMPANIA - Brau, la biblioteca delle meraviglie apre le porte
La Brau, una biblioteca di ricerca di area umanistica, è stata aperta al pubblico universitario dopo dieci anni di lavori. La biblioteca, che ospita duecentomila volumi, tra cui opere rarissime in edizioni prestigiose, si trova nello storico complesso di Sant'Antoniello a Port'Alba. La struttura è diretta dalla dottoressa Gigliola Golia e comprende anche la biblioteca digitale della Federico II. La biblioteca è stata realizzata grazie al Comune di Napoli e all'iniziativa del professor Fulvio Tessitore, che fu rettore della Federico II prima di Guido Trombetti.
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