«Appropriazione del paesaggio, visto come consapevolezza di un patrimonio». Hanno concordato con la linea tracciata dal presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, Salvatore Settis, le autorità presenti al convegno «C'era una volta il Sud est», promosso per festeggiare il settimo anniversario del riconoscimento Unesco agli otto comuni interessati. «E' un momento importante per questo territorio che sta lavorando alla realizzazione di un nuovo modello di sviluppo -ha dichiarato l'ex sindaco di Modica Piero Torchi -. Un mix di storia, paesaggio, cultura che fa del distretto del Sud est un luogo dell'anima. Adesso bisogna trasformare questo sentimento in una logica coerente per farlo diventare modello economico. Gli amministratori però devono superare ciò che li divide e ricercare ciò che li unisce». Intanto, a proposito di sinergie mancate, i comuni continuano a fare scelte penalizzanti, come nel caso del parco eolico previsto in territorio di Avola. Torchi è lapidario: «Ci vuole l'intervento della regione. Non è possibile, a distanza di pochi chilometri, da un lato privilegiare la valorizzazione dei luoghi e dall'altro dare il via a una serie di ricerche finalizzate all'energia alternativa». Anche per l'onorevole Fabio Granata sono necessarie regole precise che non lascino spazio alla discrezionalità, spesso condizionata dal potere economico. «Nel 2001 approvammo le linee guida del piano paesaggistico regionale. Le soprintendenze avrebbero dovuto redigere i piani d'ambito provinciali. Il parco eolico ad Avola- aggiunge Granata- è un progetto sciagurato che va bloccato con gli strumenti della politica ma anche tecnici». La soprintendente Mariella Muti ha sottolineato che se non si fa una pianificazione a livello regionale non si può intervenire.