Rignano Garganico Sono dell'Università di Foggia. Protesta il parroco Il campanile quasi non si nota più, spiccano invece otto parabole e alcuni ricevitori-ripetitori montati a qualche metro dalle campane della chiesa Madre Maria Santissima Assunta, nel centro storico di Rignano. Contro quello che viene giudicato un vero e proprio obbrobrio è insorta la popolazione, compreso il parroco che se l'è ritrovate sulla testa. Non solo perché il complesso di antenne deturpa il campanile della chiesa, ma soprattutto perché gli abitanti temono ripercussioni sulla loro salute vista la quantità di apparecchiature piazzate a poca distanze dai loro tetti. Parabole per migliorare la ricezione dei telefonini a Rignano e quindi garantire un migliore servizio alla popolazione? Nulla di tutto ciò. Si tratta di ripetitori che un'azienda ha installato per conto dell'università di Foggia dopo aver ottenuto l'autorizzazione dall'amministrazione comunale guidata da Antonio Gisolfi. Il sistema di radio frequenze a banda larga è stato messo in piedi nelle ultime settimane, sotto lo sguardo incredulo degli anziani del posto i primi a notare quanto stava accadendo, per consentire alla sede centrale dell'ateneo di comunicare con la sede decentrata di San Severo. Secondo il parroco, Don Nazareno l'autorizzazione che era stata richiesta dall'ateneo riguardava una sola antenna e non certamente otto parabole con annessi ripetitori. Si sono mossi denunciando l'accaduto ai carabinieri, alla prefettura, alla Asl, alla soprintendenza anche due consiglieri comunali, Nicola Saracino e Donato Del Priore che hanno anche presentato un'interrogazione urgente al sindaco chiedendo di chiarire tutto l'iter. «Non sappiamo cosa sia accaduto, che tipo di autorizzazioni siano state rilasciate dall'amministrazione e se tutto è regolare spiega Del Priore - e non a caso ci siamo rivolti anche ai carabinieri perché facciano eventualmente le dovute indagini». Quel che non è chiaro è perché questo sistema di radio frequenze serva all'ateneo per comunicare con la sede decentrata di San Severo. Se tutto questo rientra nei propositi di razionalizzare la spesa telefonica potenziando l'utilizzo della rete internet, a scapito però di un intero centro storico e della facciata di una chiesa.