La vicenda si è conclusa, nel modo più giusto: il manoscritto originale delle poesie di Dino Campana rimane a casa, in Toscana. L'Ente Cassa di Risparmio di Firenze lo ha infatti acquistato nel primo pomeriggio di ieri, all'asta da Christies's a Roma, nella sede della Casa in Palazzo Massimo Lancellotti in Piazza Navona. Il prezzo dell'acquisto è di 215mila euro considerando anche il pagamento dei diritti d'asta. Probabilmente tale prezzo non corrisponde a un effettivo valore di mercato dell'opera, come aveva detto a Il Tirreno nei giorni scorsi l'avv. Edoardo Speranza, vicepresidente dell'Ente Cassa: ma non ci sono dubbi che corrisponda a un prezzo di affezione, sia per il significato dell'opera in sé, sia per la dolorosa vicenda di cui fu vittima l'infelice poeta toscano. La reazione vivace alla notizia che il manoscritto sarebbe andato all'asta, magari per scomparire di nuovo in una abitazione privata, era stata espressa da parte degli enti locali più vicini alla storia del poeta, ma i robusti tagli operati dalla Legge finanziaria ai bilanci degli enti locali, soprattutto ma non solo nel settore della cultura, hanno costretto tutti gli amministratori ad amari ridimensionamenti: non c'erano soldi da investire nel quadernetto contenente le poesie de "Il più lungo giorno", che Campana aveva portato a Firenze nel 1913, e affidato ingenuamente a Ardengo Soffici e Giovanni Papini, sperando di vederle uscire sulla rivista Lacerba. Il manoscritto scomparve, per ricomparire solo nel 1971 tra le carte di Soffici, ormai defunto. La perdita dell'unica copia delle sue poesie sconvolse Dino Campana, che visse questa storia, dolorosa, incredibile, come un torto ingiusto, in una sua personale vicenda già afflitta da frustrazioni amare. Nei mesi successivi, Campana riscrisse le poesie, a memoria, diceva, apportandovi alcuni ripensamenti importanti rispetto all'originale. Le pubblicò a sue spese nel 1914, con il titolo di "Canti orfici". L'Ente Cassa ha la proprietà esclusiva del manoscritto e si propone di presentalo alla stampa prossimamente, quindi di annunciare dove sarà conservato, a chi sarà affidato, per quale utilizzo.
Campana, il manoscritto resta in Toscana
Il manoscritto originale delle poesie di Dino Campana è stato acquistato dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze per 215mila euro. L'opera era stato messo all'asta a Roma e la sua vendita è stata considerata un acquisto di affezione, sia per il significato dell'opera che per la dolorosa vicenda del poeta. Il manoscritto era stato perso per molti anni e poi ritrovato tra le carte di Ardengo Soffici. L'Ente Cassa si propone di presentare l'opera alla stampa e di annunciare dove sarà conservato e come sarà utilizzato. Il prezzo dell'acquisto non corrisponde a un effettivo valore di mercato dell'opera, ma è considerato un prezzo di affezione.
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