Luca Bartolucci, assessore alla cultura di Pesaro, chiariamo una volta per tutte il caso della Domus romana. La Sovrintendenza, i tecnici egli studiosi si sono dichiarati contrari allinterramento del sito di piazzale Matteotti. Eppure lamministrazione è andata avanti... «Dal 2000 abbiamo continuamente cercato risorse pubbliche e private per valorizzare la Domus, ma senza risultato. Cè stata una insensibilità assoluta del ministro. E nessuna possibilità di accedere a fondi europei. E sempre brutto seppellire una testimonianza storica, ma il nostro compito è anche fare scelte. E con le risorse disponibili, non abbiamo potuto fare altro. Io mi sento sereno. E poi in separata sede qualche tecnico non era così contrario». Quanto serviva, invece, per valorizzare il sito e non interrarlo? «Di preciso non saprei, ma la proposta più semplice partiva da due milioni di euro». La Domus romana doveva essere una tappa importante del percorso archeologico che lei stesso caldeggiava.. E vero e ora viene meno. Ma abbiamo messo a segno diversi colpi: da Colombarone, ai mosaici di via dellAbbondanza e via Mazzolari». Veramente questi ultimi due siti non sono ancora fruibili. «Lo saranno a breve. E quando si riaprirà il museo saranno resi fruibili anche i resti di via Mazzolari». Anche quelli che si trovano sotto una proprietà privata? «Anche quelli. Verrà firmata una convenzione». Laccordo con la Sovrintendenza prevede impegni da parte dellamministrazione per la valorizzazione di piazzale Matteotti. Quali? «Per ora abbiamo messo in sicurezza i reperti. E sopra il sito rimarrà un giardino. Si tornerà a una visuale diversa della piazza. Sullarea archeologica non ci saranno costruzioni o strutture. E in futuro verrà tenuto contro di quello che cè sotto». Molte contestazioni da parte politica si sono sollevate ora con forza. In verità, già da un anno fa, lamministrazione aveva annunciato lintenzione di interrare la Domus... «E la dimostrazione che qualche voce si è levata in modo strumentale, per farsi pubblicità personale o campagna elettorale. Non parlo degli interventi di personaggi della cultura, né di tecnici, ma di altri del mondo politico e associazionistico. Riconosco anche che cè una parte di critica che ho il dovere di ascoltare. E mi sembra di aver dimostrato di essere attento agli equilibri della città e della cultura. Un merito che mi prendo». Lei ha detto che la città è per la copertura della Domus, in realtà i pesaresi avevano contestato solo quel tendone, ritenendolo brutto e penalizzante per la piazza. Non la Domus. Viene da pensare che lamministrazione avesse invece lintenzione di prendere due piccioni con una fava: eliminare il tendone per far contenti i pesaresi e trasferirlo a copertura di un impianto sportivo, accontentando così anche un quartiere. Consensi assicurati per le elezioni. Ovviamente, togliere il tendone da piazzale Matteotti significava anche interrare il sito archeologico. Ed è scattata la protesta... «Io sono convinto che la città apprezzerà questa soluzione. Credo anzi che abbia capito benissimo e sappia quanto questa amministrazione ha fatto per i siti archeologici. Abbiamo trovato fondi per il nuovo allestimento dei musei civici e per gli scavi di Colombarone. Non mi piaceva scaricare addosso al prossimo assessore alla cultura un problema non risolto». Ma lei, ai tempi della scoperta della Domus, era un sostenitore della bontà di questi scavi. Ora si rimangia tutto? «No, quando questo sito è stato scoperto, nel 1999, la situazione economica era diversa. Leconomia andava bene, era un periodo di crescita e di benessere. Quellepoca li è finita con larrivo di Berlusconi. Adesso siamo in piena recessione. Non ci sono più le condizioni». Però si rasenta il paradosso: i turisti rischiano di essere ingannati. Sui depliant figura il sito di piazzale Matteotti, in realtà la Domus non cè più. «Le pubblicazioni sono datate. E illustrano diversi siti, non solo quello della Domus. Verranno aggiornate. E comunque ci sarà una indicazione per segnalare che sotto il giardino giace la Domus romana. Non mi sconvolge». Addio allidea di un turismo darte e culturale... «Abbiamo dovuto fare delle scelte. E abbiamo messo il massimo impegno per il museo civico e la biblioteca San Giovanni. I sondaggi ci danno ragione, siamo in crescita sotto laspetto culturale. Qual è quel Comune nella nostra Regione che ha investito e rinnovato più di noi?». Ma di questa legislatura non cè molto da ricordare... «Abbiamo mantenuto impegni importanti. Il museo civico prima di me non esisteva. E penso che lopera più rappresentativa del mio assessorato sia la biblioteca San Giovanni. Non solo, abbiamo rinnovato il sistema museale e assunto otto persone. E cè una sostanziale continuità tra Giovanelli e Ceriscioli. Abbiamo fatto tesoro delle poche risorse disponibili. E lavorato in silenzio. Abbiamo trovato 2 milioni di euro per palazzo Mazzolari, restaurato la Pescheria, allargato gli spazi della biblioteca Oliveriana. Ad aprile riapriremo i musei civici con la pala del Bellini, per la cui collocazione abbiamo recuperato 100 mila euro. Come si fa a dire che questa città è insensibile o in crisi dal punto di vista culturale?». Quanto gestisce lassessorato alla cultura? «Due milioni di curo: 5 00.000 vanno al Rof, citato come esempio di gestione. Un contributo che non cambia da quindici anni. Inadeguato, ma permette di creare indotto e benessere per circa 15 milioni di euro. Centomila euro sono destinati alla Mostra del nuovo cinema, poi ci sono i costi per i musei civici, la Fondazione Rossini. E per la biblioteca San Giovanni, dove, per i tagli del governo, cè pure difficoltà ad acquistare libri. Comunque abbiamo rilanciato la Pescheria: in Italia stanno chiudendo tutti i centri pubblici di arte contemporanea, noi abbiamo lavorato per portare dentro i privati che contribuiranno alla gestione economica. Infine lOlivieriana: con la revisione dello statuto entrerà a farne parte anche la Fondazione Cassa di Risparmio. Stiamo lavorando, eccome. Da dieci anni a questa parte lassessorato si è visto tagliare quasi un milione di euro. Eppure facciamo più cose di prima». Come farete con il parcheggio interrato in piazzale carducci. Sotto dovrebbero esserci altri reperti archeologici. Rischiate un alto caso-Do- mus... «Eventuali restidellantico bastione dovrebbero trovarsi in prossimità della palestra Carducci, non credo a ridosso del palazzo di Giustizia dove è prevista la struttura. So, comunque, che prima di iniziare i lavori verranno effettuate ispezioni e verifiche sullarea. Nel caso dovessimo trovare resti storici, sarà la Sovrintendenza a confrontarsi con Pesaro Parcheggi». Chiudiamo con il ministro ai Beni culturali Bondi. Estato invitato a interessarsi della Domus... «Che venga. Ci dovrà spiegare perchè ha tagliato i fondi a Pesaro. E a Parma, invece, che ha un governo di centrodestra, no. Ho molte cose da chiedere al ministro. Lo aspetto in piazza».
Il Messaggero
27 Gennaio 2009
PESARO - Domus, dispiace ma dovevamo scegliere Bartolucci: Sono sereno, non cerano le risorse per valorizzarla
FR
Franco Elisei
Il Messaggero
Artista / Persona
Bene culturale
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