Nuovo rinvio a giovedì. Penati: la Bracco e Fruscio si mettano daccordo. Il Pd: tutto fermo per i conflitti nel centrodestra Il collegio sindacale blocca il cda. Fumata nera su Glisenti È ancora una fumata nera per la nomina di Paolo Glisenti ad amministratore delegato della società Expo. A bloccare linvestitura ufficiale una nuova lettera del presidente del collegio sindacale, il leghista Dario Fruscio. Tutto rimandato a giovedì, quando il cda tornerà a riunirsi, dopo la riunione politica del comitato di pianificazione convocata per domani a Palazzo Chigi. Il presidente della provincia Filippo Penati si dice «preoccupato per limpasse in cui si trova la società. Sarebbe opportuno che ci fosse un chiarimento urgente tra la presidente Diana Bracco e Dario Fruscio». Il Pd attacca: «I conflitti di potere del centrodestra stanno frenando la preparazione dellExpo». Ma dietro i problemi tecnici ci sarebbe lo scontro sul business plan presentato ai consiglieri da Glisenti, su quanti soldi investire e su quali infrastrutture. Doveva essere il giorno dellinvestitura ufficiale di Paolo Glisenti. Ma per la nomina del braccio destro di Letizia Moratti ad amministratore delegato della società Expo bisognerà aspettare ancora. Tutto rimandato almeno a giovedì, quando si riunirà il prossimo cda. Ma soprattutto ci sarà stata la riunione "politica" del comitato di pianificazione convocata per domani a Palazzo Chigi. Questa volta, in gioco ci sarebbe lo scontro sul business plan dellEsposizione: Glisenti lo ha già presentato informalmente ai soci, ma non si trova laccordo su quanto e dove investire. Un«impasse», la definisce il presidente della Provincia Filippo Penati, che si dice preoccupato. Il capogruppo del Pd a Palazzo Marino, Pierfrancesco Majorino, attacca: «I conflitti di potere nel centrodestra stanno frenando Expo». Ma la presidente della società Diana Bracco è ottimista: «Mettere insieme una società ex novo è sempre faticoso. È meglio metterci un momento di più, ma avere un quadro di regole certe entro cui poi muoversi agevolmente». Era tra i punti allordine del giorno del vertice di ieri, la nomina di Glisenti. Ma è arrivata una nuova lettera del presidente del collegio sindacale, il leghista Dario Fruscio, che ha avvertito: «Finché non ci sarà la ricapitalizzazione, che dovrà fare lassemblea dei soci, il cda non può prendere decisioni». Questioni tecniche, che nascondono un braccio di ferro politico ingaggiato dalla Lega. È toccato a Diana Bracco spiegare: «Era stato formulato un dubbio che il cda dovesse convocare unassemblea per la ricapitalizzazione. Ho contattato tutti i soci, i quali hanno preso limpegno a versare la propria quota. Nellimmediato non siamo chiamati a riconvocare lassemblea, e quindi possiamo operare». Si prende tempo fino a giovedì. Quando, annuncia Bracco: «Al primo punto ci sarà la presa datto del dossier del Bie. Da quello discenderanno tutte le considerazioni tra cui la nomina dellad». Ma Penati dice: «Sarebbe opportuno che ci fosse un chiarimento urgente tra il presidente Bracco e Dario Fruscio, che hanno sul tema della ricapitalizzazione opinioni diverse». Comune e Regione hanno già versato una prima quota di un milione e un milione e mezzo di euro. Si è aggiunta la Camera di Commercio con 500mila euro e la Provincia, spiega Penati, «è pronta a fare la sua parte versando, come richiesto, un milione sia in conto investimenti o per laumento del capitale. Ma si mettano daccordo». Ed è proprio quello dei soldi lo scoglio. Secondo il dossier di candidatura gli enti locali dovranno impegnare oltre 850milioni, ma cè già il timore che, nel piano di Glisenti, la quota sia lievitata. Non solo: Provincia e Regione non sarebbero convinte sul fatto di destinarli per opere che, poi, rimarranno a vantaggio del Comune. Sui finanziamenti per le infrastrutture Letizia Moratti ha ammesso che sta lavorando con lamministratore delegato di F2I, Vito Gamberale. La società potrebbe finanziare parte delle opere se il Comune dismetterà quote della Serravalle, Sea o la gestione di Ecopass.
MILANO Liti al vertice, lExpo resta al palo
Il cda di Expo è stato rimandato a giovedì a causa di un impasse tra la presidente Diana Bracco e il presidente del collegio sindacale Dario Fruscio. Il problema è la nomina di Paolo Glisenti ad amministratore delegato, che richiede una ricapitalizzazione della società. La Provincia e la Regione hanno già versato una quota di 2,5 milioni di euro, ma ci sono differenze di opinione tra Bracco e Fruscio su come utilizzare i fondi. Il Pd attacca i conflitti di potere nel centrodestra, che stanno frenando la preparazione dell'Expo. La società dovrà aspettare fino a giovedì per la nomina di Glisenti, quando si riunirà il cda.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo