La Soprintendenza ai beni culturali non vuole più aspettare per l'aggiudicazione del restauro della chiesa Santa Maria degli Angeli e dell'ex convento dei Frati Minori Riformati, e pensa di rivolgersi alla magistratura se il caso non dovesse essere presto risolto anche perché c'è il rischio della revoca del finanziamento di euro 4.260.000 assegnato. Tutto è bloccato per la controversia sorta tra la stessa Soprintendenza destinataria del finanziamento e l'Urega incaricato della gara di appalto. La Soprintendenza chiede la riapertura del seggio di gara con l'ammissione delle imprese escluse mentre l'Urega insiste per la revoca della gara. «Non è concepibile - ha detto l'arch. Daniela Vullo della Soprintendenza - che a distanza di un anno dall'effettuazione della gara ancora non si risolva il problema». E poi: «Il dirigente generale del dipartimento dell'ispettorato tecnico dei lavori pubblici, al quale fanno capo gli Urega della Sicilia, è stato chiaro e già nel novembre scorso ha impartito precise direttive all'Urega di Caltanissetta per la riapertura del seggio di gara con l'urgenza che il caso richiede. Per cui ogni ulteriore ritardo è ingiustificato ed è incomprensibile il rifiuto ad eseguire le direttive dell'organo superiore». Per l'arch. Vullo è pure incomprensibile «come nessuno si muova per risolvere il problema nell'interesse della città e di un bene di grande pregio architettonico da salvare dopo lunghi anni di abbandono». Mentre la Soprintendente Rosalba Panvini avverte che «c'è il rischio che il finanziamento venga revocato», si parla di interessare la magistratura. Nel frattempo l'Urega provinciale non dà esecuzione alle direttive dell'organo superiore perché ritenute "contra legem". Con la conseguenza che le somme non si spendono e il restauro non si fa.