Il progetto di tre torri divide il paese veneto. "Rovinano lorizzonte" Tre torri alte più di sessanta metri, due delle quali firmate da Paolo Portoghesi. Per alcuni sono lincubo che grava sul centro storico di Bassano del Grappa, quieta cittadina nel cuore del Veneto, bagnata dal Brenta ai piedi delle Prealpi vicentine. Per altri rappresentano lopera darchitettura progettata da uno dei maestri del contemporaneo che rimetterà ordine in una zona periferica e degradata, sistemandola a verde. Il progetto di tre edifici alti 60 metri, che sorgeranno in unarea periferica, divide il paese del Veneto Lite politica e associazioni allattacco: per alcuni è uno scempio, per altri un piano di respiro europeo A Bassano le torri della discordia "Oscurano il profilo delle Alpi" Il disegno di due dei grattacieli è dellarchitetto Paolo Portoghesi che ha firmato opere in tutto il mondo È anche nato un comitato cittadino contrario alla costruzione dei nuovi fabbricati che dovranno ospitare uffici Deturpano il paesaggio, insistono i primi, per trovarne di simili occorre scendere la valle fino a Padova. Sono uniniziativa ardita che porta un clima europeo, è la replica. Le torri sono ancora un progetto, ma il paese è spaccato. Il consiglio comunale pure: diciannove i voti favorevoli alla variante urbanistica che consente la costruzione (Forza Italia e An, i partiti che sostengono la giunta), undici i contrari (il Pd e anche la Lega, che è allopposizione ed è uscita al momento del voto). Contrario anche il vicesindaco, un tecnico di An. Gli oppositori hanno avviato un ricorso al Tar e hanno promosso un sondaggio: su 1.700 interpellati il settanta per cento non vuole le torri. Portoghesi come Renzo Piano, il cui progetto a Torino è stato accusato di sfidare in altezza la Mole Antonelliana e di alterare lo skyline del tessuto urbano proiettato sulla corona alpina. A Bassano gli addebiti sono gli stessi. Le torri di Portoghesi - superficie ovale, volume a cono rovesciato - sorgerebbero ad appena cento metri da un centro storico fatto di edilizia minuta, orgoglioso del suo ponte e di alcune ville palladiane, un centro storico fra i più conservati in un Veneto invaso da capannoni e villette, comè la stessa periferia di Bassano. Il palazzi diventerebbero lelemento dominante di un paesaggio di pianura che ha per sfondo le montagne. Qui, dicono in paese, loggetto più alto è una torre di quarantatré metri e solo nella periferia sud cè ledificio del nuovo ospedale che raggiunge i cinquanta. Il piano regolatore prevede che nessuna nuova costruzione possa superare i diciannove metri (e anche per questo è stata necessaria una variante per approvare gli edifici di Portoghesi). Di rimettere mano a quella zona di Bassano si parla da decenni. Due anni fa, cambiando i precedenti progetti, i proprietari dellarea hanno chiesto di spostare le cubature in verticale. E hanno iniziato a salire. In un primo momento è stata raggiunta quota quarantacinque metri, poi cinquantacinque. Ora si superano i sessanta. Alle due torri di Portoghesi, intanto, se nè aggiunta unaltra. E nellottobre scorso il consiglio comunale ha dato il via alledificazione. Si è formato un comitato, "La nostra Bassano", si sono mobilitate le associazioni di tutela, in particolare Italia Nostra e il Fai. In un primo tempo sembrava che le torri dovessero ospitare anche residenze. Adesso, invece, pare che siano destinate a uffici. «Ma da noi ci sono centinaia di appartamenti sfitti - insiste Carmine Abate, di Italia Nostra - molto resta invenduto. Ma si continua a costruire».