E' ufficiale: la Reggia di Vena-ria Reale diverrà il polo europeo che spettacolarizzerà il «Teatro della Magnificenza» delle residenze sabaude e delle corti barocche. Accoglierà un parco tematico permanente, che le presenterà con grandi mostre, animazioni e ricostruzioni storiche ed interattive. Il pubblico entrerà in una macchina del tempo che spazierà nei secoli, ma anche in tutti i continenti. Perché l'orizzonte scenografico e l'impegno culturale della Venaria non si fermeranno alle Alpi, che sembrano cingere il suo parco, ma permetteranno di visitare con effetti ed eventi speciali tutti i «Tesori dell'Umanità» tutelati dall'Unesco, che qui trasferirebbe il suo centro di documentazione e di formazione per il personale incaricato d'intervenire a tutela delle meraviglie del mondo. Verrà affiancato dal «Centro Conservazione e Restauro», che attiverà uno specifico corso di laurea ed opererà al servizio di questo virtuoso sistema. Ma potrà valersi anche della «Galleria del Paesaggio» della Mandria, che ha destato l'interesse e la probabile partecipazione dell'istituto «National Geographic» di Washington. «Si tratta di un impegno d'altissimo livello - annuncia il presidente della Regione Enzo Ghigo - che verrà sorretto da un piano finanziario in grado d'offrire circa 900 posti di lavoro e di richiamare 800 mila visitatori l'anno. La Regione vi investirà il 50 per cento delle risorse necessarie. Vogliamo fare della Reggia di Venaria un polo di riferimento culturale e spettacolare di richiamo internazionale. Sarà gestito da una fondazione che progressivamente coinvolgerà anche le altre residenze sabaude, alla quale parteciperanno ministero dei Beni Culturali, Demanio, enti locali ed eventuali partner pubblici e privati». Quando diverrà operativo? «Ho personalmente consegnato nei giorni scorsi il progetto al ministro Urbani, che lo ha condiviso e incoraggiato, affinchè si realizzi al più presto». I tempi? «Entro un mese verrà firmato un protocollo d'intesa che fisserà gli obblighi delle parti, specificando i rispettivi impegni amministrativi e finanziari. Quindi saranno emanati i provvedimenti attuativi della fondazione, con l'intenzione di renderla operativa dal 2005. Partirà anche uno studio per identificare nel mondo i partner tecnici che realizzeranno il progetto con noi e con l'Unesco». Tracciata questa rotta, le opere di risanamento della residenza la assecondano in un circuito che prende sempre più forma. «I giardini - indica Ghigo - diverranno un'occasione per esporre prestigiose opere d'arte moderna. Se ne occuperà il Museo del Castello di Rivoli». C'è già l'ipotesi di mimetizzare gli sfiati delle centrali tecniche sottostanti i giardini con una maestosa quercia di bronzo, percorsa da rivoli d'acqua, opera dello scultore Giuseppe Penone. «Nella residenza - spiega Ghigo - seguiremo un approccio che si varrà di tre momenti espressivi: le cose e gli spazi disponibili, la teatralità e la multimedialità. Gli ambienti aulici comporranno un percorso museale sabaudo che dalla Reggia di Diana fino alla Chiesa di Sant'Uberto presenterà l'arredo antico, ma senza saturare gli spazi. In ogni ambiente si esporranno due o tre oggetti simbolo, che daranno il pretesto di narrare storie». La spettacolarità troverà sede «sia nei sotterranei sia nei giardini, dove saranno ricostruite le macchine delle feste di corte. Qui più compagnie teatrali e di ricostruzione storica faranno rivivere tutti i giorni ai visitatori feste, cerimonie ed eventi legati alla vita delle corti europee, con particolare attenzione a quella sabauda. Saranno spettacoli e manifestazioni che avranno un proprio cartellone stagionale. La chiesa di Sant'Uberto verrà riaperta al culto, ma accoglierà anche concerti di musica barocca». Per gli allestimenti sono in corso contatti con società multimediali straniere «ma anche -confida Ghigo - con Cecchi Paone, che potrebbe contribuire a realizzare la macchina narrativa della storia della Reggia». Giunti nelle grandi scuderie e nella citroniera il discorso cambia. Le opere in corso stanno sfondando i tamponamenti che avevano occluso le luminose finestre della citroniera, mentre ruspe ne scavano la pavimentazione, per ricavarvi ulteriori spazi. Altri saranno allestiti nelle ex caserme, dirimpetto alla citroniera. «L'insieme diverrà un grande centro espositivo. Nelle scuderie organizzeremo mostre di prestigio. Mentre nelle ex caserme e nella citroniera verranno ricostruiti gli ambienti e presentati i tesori che l'Unesco protegge nel mondo». Il parco scientifico dell'Unesco troverà spazi anche nell'«ex ala paggi, dove trasferirebbe archivi e centri di formazione, con il supporto del Centro Conservazione e Restauro». E' un discorso di valenza internazionale che proseguirà «nei giardini, fino al Borgo Castello, dove potrebbero essere allestiti padiglioni, a disposizione delle nazioni del mondo che vogliano presentare il loro patrimonio». A tanto si aggiungerebbe la «Città della parola», che ricostruirebbe l'evoluzione del linguaggio umano, dalla notte dei tempi a oggi. Le scadenze? «Entro il 2004 il Centro Conservazione e Restauro partirà con l'attività formativa. Dalla fine del 2005 il "Teatro della Magnificenza" sarà attivo in fase sperimentale. Nell'autunno dello stesso anno sarà allestita la prima grande mostra. Riunirà tutti i più importanti tesori del collezionismo sabaudo. L'inaugurazione finale dell'intero parco tematico avrà luogo fra il 2007 e il 2008».