Il campanile del Duomo di Ferrara perde i pezzi. La stupenda opera architettonica realizzata nel Quattrocento da Leon Battista Alberti porta tutto il peso dei suoi anni e nonostante un imponente restauro effettuato non più tardi di due decenni fa, la situazione statica è tornata a preoccupare e già si rende opportuna una nuova sistemazione. Il campanello d'allarme è suonato prima delle feste natalizie quando dei frammenti di marmo si sono staccati dalla sommità del campanile, che è stato prontamente transennato nel perimetro sottostante dai vigili del fuoco. «E' stato importante - dichiara Liliano Cavallari, ingegnere e consulente che controlla i lavori della diocesi sul duomo per conto del Capitolo della Cattedrale - non sottovalutare il problema. Quel cedimento che si è verificato a dicembre, rappresenta un chiaro segnale di attenzione che bisogna dare a questa struttura, soprattutto per l'incolumità delle persone che transitano sotto la sua imponente mole. Appena è stato possibile, dopo le transenne messe dai vigili, sono state effettuate giovedì e venerdì scorsi delle verifiche sulla stabilità dei rivestimenti in marmo con l'ausilio di una gru con cestello per accertare lo stato di salute del monumento e per capire meglio le cause che avevano provocato i distacchi». L'operazione è stata fatta anche alla presenza del sovrintendente ai beni monumentali Andrea Alberti. «Per prima cosa si è cercato di mettere in sicurezza la struttura - prosegue Liliano Cavallari - e individuare i punti critici. Ho suggerito che sarebbe opportuno effettuare periodicamente un monitoraggio alle coperture della cattedrale e del campanile, magari con l'ausilio dell'Università tramite tesi di laurea o ricerche». Durante le due operazioni di controllo e di verifica effettuate alla sommità del campanile si è colta anche l'occasione per togliere detriti, erbacce e alcune parti metalliche arrugginite che sono tra le possibili cause del distaccamento dei frammenti marmorei, senza trascurare il degrado causato dalla presenza massiccia di piccioni all'interno della struttura che è ormai diventata una torre piccionaia più che campanaria. «Appena possibile - conclude il tecnico - si effettueranno gli interventi sulle parti più a rischio anche se la staticità del campanile non è mai stata di discussione. Questi tipi di interventi verranno concordati insieme alla sovrintendenza». A questo punto occorre valutare seriamente l'ipotesi di progettare un nuovo intervento per mettere in sicurezza quelle parti maggiormente esposte all'usura del tempo e per impedire nuovi e pericolosi cedimenti.