Due milioni e passa di visitatori l'anno: la location regina - sebbene la crisi abbia tolto pure lì, come in tutti i grandi poli turistici d'Europa, un 10 di presenze in dodici mesi - è pur sempre il Parco di Miramare. Nel solo castello, e queste non sono stime, nel 2008 sono stati staccati 234.331 ticket, a fronte dei 243.014 del 2007. «Ma l'1 e 2 gennaio scorsi - precisa la direttrice Rossella Fabiani - abbiamo registrato 547 e 803 paganti e il mese in corso sta dando chiari segnali di recupero». Dai numeri a sette cifre del Parco toglieteci pure i triestini della domenica. Ma contate i turisti mordi e fuggi, che arrivano al bivio col pullman e reimboccano la costiera subito dopo. Ebbene: in quel bivio - dopo la scelta, evidentemente non casuale, di reintegrare Massimiliano in piazza Venezia - si cela la dote naturale per lo start-up del Parco del Mare e l'indotto. Dipiazza ci rimurgina da Natale: un biglietto d'accesso unico, per Miramare prima e l'acquario poi. «Siamo al servizio del pubblico, del turismo e della città, il nostro compito è quello di tutelare e valorizzare i beni culturali del territorio», puntualizza la Fabiani. Un placet, sottotraccia, a un possibile dialogo Comune-Soprintendenza.