Le idee di Nigro, il coordinatore del Piano Nella selva oscura delle sigle urbanistiche, il Dpp (Documento di programmazione preliminare) ha un ruolo fondamentale nella pianificazione di una città perché esplicita i contenuti del Pug (il Piano di urbanistica generale), il piano regolatore di una volta. Il Dpp per il Comune di Bari, affidato ai progettisti Gianluigi Nigro (capogruppo), Francesco Cellini, Mauro Saito e Francesco Nigro, verrà presentato alla cittadinanza in tre giorni di confronto e dibattito, i prossimi 27, 28 e 29 gennaio a Bari. In cinque sezioni tematiche verranno illustrati i principali nodi problematici del Dpp con la finalità di offrire spunti di riflessione, di raccogliere idee, valutazioni e ulteriori istanze utili alla costruzione condivisa della nuova idea di città di cui, in seconda battuta, il Pug diverrà lo strumento operativo. Abbiamo chiesto all'architetto Gianluigi Nigro di chiarirci come le ambizioni di una città, l'esistente, i vincoli, i ritardi e i non pochi desideri possano essere affrontati. Professor Nigro, quarant'anni dopo il piano Quaroni, la città è cambiata in modo diverso da quelle che allora furono le previsioni di crescita. Oggi su quale città state operando? «Il primo dato è che a Bari c'è ancora da attuare un enorme potenziale di sviluppo, difficile da conciliare con gli obiettivi che l'amministrazione ci ha dato rispetto ai temi ambientali e della sostenibilità. E' anche vero che se Bari vuole essere quello che dichiara, attraverso i vari documenti (Area vasta, Piano strategico) non può prescindere dalla qualità urbana (verde, contenitori culturali, mobilità, etc.) che ancora non ha, e che invece il piano può aiutare a perseguire». In questa fase è già possibile avanzare delle previsioni sulla Bari che verrà? «E' ancora prematuro, perché siamo in una fase di ascolto, e nei forum proporremo le idee che abbiamo costruito in questi mesi di lavoro sui vari temi indicati nelle sezioni. Insomma, è un incontro per raccontare quello che stiamo facendo e per verificare se stiamo operando nella giusta direzione. Abbiamo bisogno di raccogliere la pluralità delle opinioni per poi costruire un piano garantito da una reale fattibilità sociale, economica e dei soggetti operatori. Probabilmente nella fase di preparazione del Dpp, su alcuni argomenti, si potranno anche prospettare soluzioni alternative che dipendono da valutazioni politiche. In questa fase possiamo solo individuare dei criteri da trasferire nel Pug». Tra le valutazioni politiche di cui parla entra anche Punta Perotti? «Non potremo fare a meno di parlarne. D'altronde al momento abbiamo la piena disponibilità del Sindaco a trovare una soluzione, sebbene, dopo la demolizione dei palazzi, non sia stata attuata una variante del piano regolatore per assicurare definitivamente quell'area a verde pubblico. Allora, fermo restando che Bari non può rinunciare al Parco Perotti, la soluzione che potrebbe prospettarsi è quella di riconoscere ai proprietari il diritto di edificabilità da qualche altra parte. Ma, a questo punto, si apre la questione della perequazione e della compensazione a cui lavoreremo con il professor Stanghellini che è, al riguardo, il maggior esperto italiano». Ma il nuovo piano fino a che punto deve prevedere il risanamento delle situazioni pregresse, come abusivismo, valorizzazione delle lame, Punta Perotti e via discorrendo? «E' proprio questo il problema. Sarà necessario fare una ragionevole spartizione tra vecchio e nuovo, sentire le ragioni della cittadinanza e aspettare la valutazione del Dpp da parte del consiglio comunale che ne discuterà entro aprile, prima delle scioglimento previsto per le elezioni».