Un giardino che degrada verso il mare, profilato da un edificio a corte. Due corpi tondeggianti ne profilano l' ingresso. L' altezza non supererà la quota dell' edificio esistente, ovvero l' ex rimessa Amt di Boccadasse. E' il nuovo progetto che l' architetto svizzero Mario Botta (un "archistar": ha firmato dal "Museo di Arte Moderno" di Rovereto e Trento alla cattedrale di Evry, dalla sinagoga a Tel Aviv alla torre Kyobo a Seoul) ha preparato per il complesso residenziale che prenderà il posto dell' ex deposito dei bus: il sindaco Marta Vincenzi ne ha già visto il plastico. E proprio su precisa indicazione del sindaco, Mario Botta tornerà a Genova il mese prossimo, per illustrarlo ai genovesi e, nello specifico, agli abitanti del quartiere in cui s' incastonerà, che avevano ribattezzato "diga" la prima versione del progetto firmata dallo stesso Botta e avevano alzato gli scudi, riunendosi, a fine estate, nel comitato Uniti per Boccadasse. Incontrerà il pubblico all' Urban Lab in Darsena o nella sede del Municipio, Botta, che ha dichiarato espressamente quanto questo secondo plastico sia ancora un' opera aperta, disponibile al dialogo con gli abitanti, anche se ha già recepito molte delle loro richieste avanzate nei mesi scorsi. Per Vincenzi quello di Boccadasse deve essere un progetto di "urbanistica partecipata" e il dialogo tra il grande architetto e gli abitanti è condizione imprescindibile. La nuova progettazione è completamente differente dalla prima presentata: Botta è ripartito da zero per pensare il nuovo complesso residenziale. A cominciare dalle quote: Botta ha tagliato in altezza i volumi. Che non supereranno quelli della rimessa ancora esistente, ovvero dodici metri, circa tre piani. Eccetto in tre casi: tre corpi cilindrici, uguali per dimensioni e quota, che si eleverebbero di un altro paio di piani. Il cantiere, secondo i primi calcoli, potrebbe durare due anni. Il complesso è un edificio a corte, ovvero un profilo rettangolare, con un lato, quello verso il mare di Boccadasse, aperto. Il nuovo sistema residenziale disegnato da Botta parte proprio dall' edificio esistente: ne mantiene il perimetro, sul quale ha collocato le residenze, mentre ne svuota la parte centrale. L' area interna, degradante e che segue il profilo della collina che scende al mare, sarà completamente verde: con un sistema di giardini terrazzati. L' accesso al quartiere - dal versante sud - sarà individuato da due corpi cilindrici, tipici dell' architetto svizzero e ricoperti di mattoni (così come il resto della "pelle" del complesso). E i due corpi saranno collegati, in alto, da una passerella (probabilmente vetrata), creando una specie di "portale" che conduce all' area verde. Questi rocchetti, come spesso accade nelle realizzazioni di Botta, non sono "pieni", ma il volume è alleggerito da varie discontinuità, come terrazzi e vetrate. A superare la quota dell' attuale rimessa (e del complesso, secondo il nuovo plastico), oltre ai due "rocchetti" all' ingresso, ce ne sarà un terzo (che presenta analoghe aperture a terrazza o vetrate) collocato nell' angolo a nord-ovest del perimetro. Diciottomila metri quadrati, l' area del progetto. Novemila, quelli occupati da superficie costruita. Non sono previste, nella nuova elaborazione di Mario Botta, attività commerciali. E per stabilire un dialogo con il quartiere circostante, il complesso si "apre" anche sui fianchi. Ovvero il perimetro, verso l' esterno, sarà alleggerito dai pilotis, ovvero una serie di colonne che "solleveranno" l' edificio, mettendo in comunicazione il suo interno con l' ambiente circostante e formando dei porticati. E l' utilizzo dei "pilotis", una cifra stilistica presente del lavoro di Botta, è l' ennesimo omaggio ad uno dei punti di riferimento dell' architetto svizzero, Le Corbusier, che con i "pilotis" rivoluzionò l' architettura. E anche il grande "varco", inquadrato dai corpi cilindrici e dalla passerella aerea, sviluppa un' altra rivoluzione del grande maestro francese dell' architettura, la facciata libera. Dalle prime indiscrezioni sul nuovo plastico, le principali richieste del comitato Uniti per Boccadasse sarebbero state acquisite: gli abitanti, che pure non si sono mai mostrati contrari alla realizzazione di un intervento di recupero, e a scopo residenziale, dell' ex autorimessa, dopo aver conosciuto la prima versione del progetto di Mario Botta sono saliti sulle barricate. Si sono trovati di fronte a un complicato incastro di volumi che, accusavano, diventava una vera e propria "diga" nel quartiere, tagliando luce e vista ai palazzi intorno. Hanno raccolto 1600 firme in due mesi, e invocato una modifica del progetto. Sarà questo nuovo plastico a scrivere la pace tra l' "archistar" Botta e i residenti di Boccadasse o a incendiare altre polemiche.
LIGURIA - TERRITORIO: Boccadasse, la retromarcia di Botta case più basse al posto dell' ex rimessa
Il sindaco di Genova Marta Vincenzi ha presentato un nuovo progetto per il complesso residenziale che sostituirà l' ex rimessa Amt di Boccadasse. Il progetto è stato preparato dall' architetto svizzero Mario Botta, che ha già presentato una prima versione del progetto che ha suscitato polemiche tra gli abitanti del quartiere. Il nuovo progetto è completamente differente dalla prima versione e presenta alcune modifiche significative, come la riduzione dell'altezza dei volumi e l' aggiunta di un sistema di giardini terrazzati. Il progetto prevede la costruzione di 10.000 metri quadrati di superficie costruita e 9.000 metri quadrati di area verde.
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