Il sindaco Zambuto alla ricerca di soluzioni per evitare il «disastro» L'edificio dell'ex convento dei Padri Filippini diventerà un museo iconografico. Tuttavia prima dovranno essere effettuati i lavori di completamento da eseguirsi grazie ad un finanziamento che verrà chiesto al Governo centrale tramite "Arcus" una società a partecipazione statale che ha come finalità proprio la valorizzazione dei beni culturali. Ne ha dato notizia ieri mattina il sindaco Marco Zambuto il quale ha precisato che ha già avuto dei contatti con il ministro Sandro Bondi, tramite i buoni uffici dell'on. Angelino Alfano che in tal senso ha mostrato una grande disponobilità. «Nutro buone speranze che l'operazione vada in porto - ha detto il sindaco - e stiamo lavorando anche per fare in modo che, appena ultimato, possiamo inaugurarlo con l'esposizione del "Narciso" del Caravaggio, un'opera preziosa che é stata già esposta in altri musei d'Italia». «Il Narciso attualmente é esposto a Milano - spiega il vicesindaco Massimo Muglia - ed é un'opera a soggetto classico del Caravaggio. La sua presenza darebbe un grande prestigio all'evento ma anche al museo che andremmo a costituire proprio nell'edificio dei Filippini». Come verrebbe articolato questo museo? «Al piano terra avremmo l'intenzione di sistemare un'esposizione permanente di arte contemporanea sulla quale sta già lavorando il soprintendente ai beni culturali Gabriella Costantino. Si tratterebbe di opere di artisti prevalentemente agrigentini che hanno come soggetto la città, la Valle e la Sagra del Mandorlo in fiore. Al secondo piano, che é il piano nobile, già predisposto per questo tipo di esposizioni, collocheremmo le iconografie di fine '600 ed inizio '700: si tratta di pale di artisti siciliani e di quadri a soggetto sacro, quasi tutti restaurati. Inoltre abbiamo già avuto una forte interlocuzione con la famiglia del pittore Giambecchina che é disponibile ad offrire alla città un ciclo di dipinti dell'artista scomparso. Per queste opere abbiamo pensato ad una sezione da ubicare al terzo piano». Verrebbe in questo modo salvato ma anche valorizzato l'enorme patrimonio iconografico dell'ex Museo civico che da decenni ormai non ha una propria collocazione e non può essere fruito. Si tratta, com'é comprensibile, di opere di immenso valore che meritano certamente un destino migliore di quello avuto fino ad ora. Salvatore Fucà