Nelle ultime settimane il tema «rigassificatore sì - rigassificatore no» è stato spesso al centro del dibattito relativo allo sviluppo della provincia di Agrigento. E nella serata rotariana che ha ospitato il dibattito «sulle strade da seguire per una strategia comune e concreta» non è mancata la polemica. A innescarla il presidente della Camera di commercio Vittorio Messina che si è espresso favorevolmente siapure ponendo delle condizioni al rigassificatore: «Io ha detto sono d'accordo con la costruzione di un rigassificatore, ma ad un impianto off shore in modo che il porto possa avere un utilizzo sia industriale che turistico». Messina ha anche annunciato un ricorso della Camera di commercio al Tar contro le autorizzazioni appena concesse dal ministero dell'Ambiente. All'appuntamento di venerdì sera era presente quale ospite anche Giuseppe Luzzio, amministratore delegato di Nuove Energie, l'azienda del gruppo Enel che sta realizzando l'impianto, che ha dato una serie di chiarimenti circa i dubbi sollevati. «Mi chiedete il perché ha spiegato Luzzio il rigassificatore a Rovigo si faccia a 15 chilometri dalla costa e quello di Porto Empedocle no. È molto semplice: nell'Adriatico a 15 km dalla costa i fondali sono di 8 metri, nel Canale di Sicilia siamo nell'ordine di centinaia di metri. Il rigassificatore ha aggiunto l'ad di Nuove Energie sorgerà su un'area, l'Asi, che è a destinazione industriale e che, sia pure realizzata con denaro pubblico, è pressoché inutilizzata. Noi realizzeremo il braccio di levante del porto, che non c'è, ma che è previsto dal Piano del porto. Noi insomma completeremo il porto». Luzzio ha anche affrontato il tema della sicurezza: «Il nostro progetto ha ottenuto i pareri favorevoli ai sensi della normativa Seveso che è severissima in tema di sicurezza. La valutazione dell'impatto ambientale ha avuto l'ok del ministero dell'Ambiente, d'intesa con il ministero dei Beni culturali, dopo un iter che è durato quasi quattro anni e sulla base dei pareri favorevoli espressi dalle amministrazioni locali presenti». Sul tema è intervenuto anche Gaetano Allotta che ha criticato il progetto:«Se si fanno le piattaforme petrolifere al largo, non vedo perché non sia possibile fare un rigassificatore». Allotta ha anche fatto riferimento alle origini del progetto e all'iter autorizzativo considerato inusualmente veloce. Circostanze a cui ha replicato ancora Luzzio che ha ribadito come «il gioco delle correnti marine e dei fondali impedisce di realizzare l'impianto off shore». Sui dubbi di Allotta, l'ad di Nuove Energie ha spiegato che «il progetto è stato rilevato da una precedente società, circostanza del tutto normale» ed ha sottolineato come invece l'iter sia stato «lungo ed approfondito tanto è vero che è durato circa quattro anni».
SICILIA - Il rigassificatore è sicuro, i pregiudizi sono infondati
La provincia di Agrigento è stata al centro di un dibattito sul rigassificatore, con il presidente della Camera di commercio Vittorio Messina che ha espresso favorevolmente per la costruzione di un impianto, ma con condizioni specifiche. Messina ha annunciato un ricorso alla Tar contro le autorizzazioni appena concesse dal ministero dell'Ambiente. L'azienda Nuove Energie, che sta realizzando l'impianto, ha spiegato che il rigassificatore si farà a 15 chilometri dalla costa, in un'area destinata all'industria, e che il progetto ha ottenuto i pareri favorevoli della normativa Seveso e del ministero dell'Ambiente.
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