Il fascino di colonne erette migliaia di anni fa non tramonta mai e tira la volata al turismo culturale in Sicilia. Lo dimostrano i dati definitivi sulla fruizione dei beni culturali aggiornati a fine 2002 (quelli del 2003 stanno ancora affluendo), in possesso dell'assessorato regionale, che segnalano un aumento dell'11 per cento rispetto al 2001 del numero totale di visitatori di siti archeologici e musei, con una crescita del 13 per cento degli incassi regionali. Il numero totale di paganti si attesta sui 2.660.057, il 2.3 in più rispetto all'anno precedente, per un incasso complessivo di poco più di undici milioni di euro, il doppio di tre anni prima. Ma quattro ingressi su dieci sono gratuiti e hanno rappresentato il grosso della crescita dei visitatori nel 2002: il 30 in più dell'anno precedente, anche grazie alla scelta dell'assessorato di invogliare scolaresche, giovani e anziani a visitare musei e siti archeologici con un ingresso gratuito, per prendere consapevolezza della cultura siciliana. Una cultura ricca, visto che nell'isola è localizzato oltre il 9 dell'intero patrimonio nazionale, valore che sale al 30 se si considerano solo i beni archeologici; inoltre, sono presenti il 27,9 dei musei del Mezzogiorno (il 6,2 di quelli italiani) che conservano un quarto del materiale raccolto dai musei meridionali. Ma le loro sale attraggono pochi turisti e studenti: i paganti nei musei sono stati 265mila, appena il 10 del totale nel 2002. L'impennata dell'affluenza turistica è merito soprattutto della provincia di Agrigento, che con la Valle dei templi raggiunge un risultato senza precedenti: visitatori raddoppiati ed entrate quasi triplicate. I 922.226 appassionati (di cui oltre un terzo entrati gratuitamente) che hanno scelto di trascorrere una giornata all'ombra del tempio di Giove, fra i reperti di Agrigento e Cattolica Eraclea o curiosando nella biblioteca del drammaturgo Luigi Pirandello, hanno permesso alla Regione di incamerare circa 2 milioni e 117mila euro. Cifra superata solo dalla provincia di Messina, trainata dai 717mila visitatori del teatro greco di Taormina, con 2,5 milioni di euro incassati. Quello di Agrigento è un dato leggermente «gonfiato dall'aumento del costo del biglietto ammette il presidente del consiglio d'amministrazione del parco archeologico, Marco Salerno e dall'introduzione di un nuovo ticket opzionale per museo e zona archeologica. Ma comunque registriamo un trend di aumento reale dei visitatori fra il 15 e il 18 per cento». E la sovrintendente ai Beni culturali della provincia, Gabriella Costantino, sottolinea anche «l'importanza del lavoro di promozione e di restauro promosso negli ultimi anni, che ha previsto anche l'introduzione di percorsi tematici». In crescita sia come flusso che come incassi anche Catania mentre alla lieve crescita di visitatori nel Nisseno non corrisponde un aumento di entrate, che al contrario subiscono una flessione del 25 per cento: i biglietti gratuiti superano di oltre tre volte quelli a pagamento. Un fenomeno diffuso anche nelle altre province. In flessione il Palermitano, che registra nel 2002 un calo del 12,2 di visitatori, soprattutto quelli a pagamento, e dell'8,7 di incassi. Un risultato negativo spalmato su tutti i siti a pagamento della provincia che da sola assor-be il 26 per cento del patrimonio siciliano. Forse è anche colpa dell'effetto 11 settembre «ma certamente osserva il direttore dell'assessorato, Pino Grado bisogna convincere i gestori dei musei che è necessario inventare "eventi" per attirare visitatori, soprattutto quelli locali».