Bisogna andare avanti con le mostre Bisogna andare avanti con le mostre. Anche se costano al Comune 400mila euro. Di questo ne è convinto il ministro della Cultura Sergio Bondi (Forza Italia). Pur non addentrandosi nelle ?beghe? politiche che animano il consiglio comunale di Palazzo Cernezzi negli ultimi tempi, Bondi ha auspicato che l'esperienza di Villa Olmo possa essere replicata per il sesto anno di fila con l'avanguardia russa (Kandinskij, Chagall e Malevic). Il ministro ritiene che la cifra richiesta dall'assessore Sergio Gaddi, pari a 400mila euro, sia «congrua». E non solo: «Da quando Como ha deciso di puntare sulla cultura, l'immagine della città è tornata ai fasti di un tempo». Resta da vedere l'esito della votazione (prevista per giovedì) alla delibera proposta da Forza Italia e Udc. Cruciale sarà l'emendamento, presentato dal sindaco Stefano Bruni, da An, Lega Nord (a eccezione di Lionetti) e dai quattro forzisti fedeli del sindaco (Quagelli, Airoldi, Lombardi e Caprile). L'emendamento punta a ridurre il contributo da 400 a 280mila euro. «GIUSTI 400 MILA EURO» L'on. Bondi, interpellato sulla questione, non ha avuto dubbi: «Per la qualità e la risonanza di pubblico che hanno avuto negli anni scorsi le mostre organizzate a Como dall'assessore Gaddi, penso per esempio a Magritte, Picasso o gli Impressionisti, credo che lo stanziamento in astratto sia congruo. Nel particolare, non posso esprimermi perché non conosco i bilanci dell'amministrazione lariana, né tanto meno voglio entrare nel merito della questione. Quello che posso dire è che oggi le esposizioni di qualità possono arrivare a costare ben oltre il milione di euro. È chiaro che investire molto è un rischio, ma guardando al numero di visitatori e al numero di biglietti delle precedenti mostre si evince che il rischio è stato ben calcolato. Più in generale quando si investe sulla cultura, bisogna valutare un ritorno economico più ampio di quello rappresentato dal bilancio della mostra. È per questa ragione che come Ministero vediamo con favore quando gli enti locali fanno rilevare dagli apposti osservatori, per esempio quelli della Iulm e della Bocconi, l'impatto positivo che una manifestazione culturale ha sul territorio (quasi 2 milioni d'indotto per Como secondo uno studio dello Iulm, ndr)». «UN INVESTIMENTO» E' evidente l'invito del ministro a continuare sulla strada intrapresa nel 2004 con Mirò. Tanto è vero che ha detto di non condividere il concetto, espresso tra gli altri anche dallo stesso sindaco Bruni, secondo cui in tempi di crisi bisognerebbe tagliare sui costi delle mostre. «È ovvio che in momenti di crisi si tende a tagliare gli investimenti che appaiono superflui - ha affermato - e talvolta tra questi erroneamente l'investimento in cultura. Senza però tener conto che esso può essere un moltiplicatore economico di portata impensabile che ancora oggi fatichiamo a comprendere. Da quando Como ha deciso di puntare sulla cultura, l'immagine della città è tornata a essere da tranquilla realtà di provincia a luogo di turismo e villeggiatura, ritornando ai fasti di un tempo. E questo è dovuto all'investimento culturale nel brand e nel nome della città, in più mantenendo alta la qualità delle iniziative. Como è stata una città d'arte, poi il capoluogo di un grande distretto industriale celebre nel mondo. Sono felice che, come molte altre città italiane, penso a molti distretti industriali contigui come quello del Varesotto, Como non solo si sia rinnovata con spirito imprenditoriale, ma abbia anche deciso di investire nella cultura».
Bisogna andare avanti con le mostre. Anche se costano al Comune 400mila euro.
Il ministro della Cultura Sergio Bondi sostiene che l'investimento di 400mila euro per le mostre a Villa Olmo a Como sia congruo. Ha auspicato che l'esperienza di Villa Olmo possa essere replicata per il sesto anno di fila con l'avanguardia russa. Il ministro ritiene che l'immagine della città sia tornata ai fasti di un tempo grazie all'investimento culturale. L'on. Bondi ha anche sottolineato l'impatto positivo che le mostre hanno sul territorio, con un ritorno economico più ampio di quello rappresentato dal bilancio della mostra. Il sindaco Stefano Bruni ha proposto un emendamento per ridurre il contributo a 280mila euro. La votazione è prevista per giovedì.
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