Portofino, scoppia il caso del muretto sul mare polemiche per una protezione di pietra in calata marconi Italia Nostra e Fai all'attacco. L'Ente parco: «Non ne sapevamo nulla» Sale la protesta, a Portofino, per i nuovi blocchi installati lungo il margine a mare della calata. Gli ambientalisti sono sul piede di guerra. La prima a insorgere è stata Italia Nostra Onlus- Sezione del Tigullio che, dopo aver ricevuto da un privato la segnalazione, ha inviato nei giorni scorsi una lettera di fuoco al sindaco del Comune, Giorgio Devoto e alla Presidenza dell'Ente Parco di Portofino. «L'installazione di questa bordura in massicci blocchi di roccia di tipo conglomerato appare totalmente avulsa dal contesto del borgo ed estranea alla tipologia locale - afferma Italia Nostra Onlus - e inoltre sembra del tutto inutile: non è un riparo, perché tra i blocchi si aprono ampi spazi vuoti. Non sono sedili. Non è ornamentale perché decisamente pesante e male inserita. Inoltre il conglomerato non è una pietra da lavoro comune: viene da chiedersi allora da dove provenga. Come si è arrivati a questa soluzione? Che utilità ha e quali sono gli eventuali pregi estetici? La nostra posizione si associa alla protesta di chi ci ha segnalato il fatto, nella speranza che il Comune, se si tratta di una sua decisione, voglia ripensarla ed eliminare i blocchetti, lasciando i moli di Portofino liberi». La paura di una "colata di cemento" nel cuore del Borgo ha fatto drizzare le antenne anche alla delegazione Portofino-Tigullio del Fai: la delegazione, per ora, aspetta a dare una dichiarazione ufficiale ma ha già inviato tutto il materiale fotografico, nel dettaglio, alla sede centrale Fai. Un territorio, quello del borgo, tutelato dall'Ente Parco di Portofino: qui, però, il direttore Alberto Girani e il presidente Francesco Olivari spiegano di aver ricevuto solo oggi (ieri per chi legge, ndr) la pratica in cui il Comune di Portofino chiede il nullaosta in sanatoria per l'intervento. «Abbiamo saputo dell'intervento a cose fatte - afferma il direttore Girani - come Ente Parco di Portofino, però, non abbiamo, al pari della Soprintendenza, competenze paesistiche sul luogo: il nostro compito è verificare se l'intervento è conforme al regolamento del Parco e, solo in caso affermativo, possiamo lasciare il nullaosta». E in caso contrario? «Se non ci sarà il nullaosta, visto che i blocchi sono già stati installati, daremo al Comune l'ordine di abbatterlo». Anche fra l'opposizione, in consiglio comunale, c'è chi storce il naso: è il capogruppo della minoranza ed ex sindaco di Portofino Roberto D'Alessandro. «La minoranza non è stata messa a conoscenza di nulla né sul progetto tecnico di questo intervento né dell'iter che ha portato alla sua realizzazione». Un intervento contestato, che il Comune difende a spada tratta. «Il materiale utilizzato è di Portofino, preso direttamente dagli scavi al Fondaco proprio nell'ottica di non andare a inserire un altro materiale - spiega l'assessore a Lavori Pubblici e Urbanistica e rappresentante del Comune nell'Ente Parco di Portofino, Enrico Mussini - non c'è nulla di irregolare né di estraneo alla tipicità del nostro territorio». Anche il sindaco di Portofino, Giorgio Devoto, rigetta le accuse: «L'intervento verrà realizzato anche dal lato del Molo Umberto I perché i muretti che c'erano prima erano vecchi, brutti, marci e di cemento - replica - abbiamo usato puddinga dello scoglio di Portofino, altro che materiale non del posto. Di irregolare non c'è nulla. Se a qualcuno brucia il sedere per certi interventi, veda di bagnarselo nell'acqua: c'è chi dovrebbe vergognarsi per aver dato, in passato, autorizzazioni e nullaosta per interventi che sono stati veri scempi per l'ambiente. Ora sono in vacanza in montagna, ma appena torno a Portofino passerò all'attacco contro tutte queste falsità». silviapedevirgilio.it