Dario Conti propone un ordinedel giorno con leggere modifichee sfuma l'unanimità. In opposizionealla Provincia un ricorso al Tar Approvato in consiglio comunale il documento del comitato contro il sito del Bifolco Se lo scopo del comitato contro la cava del Bifolco era quello dell'approvazione all'unanimità da parte del Consiglio comunale di un ordine del giorno contro la cava per dare maggiore forza al sindaco nella conferenza dei servizi, l'esito finale del solito consiglio logorroico è stato deludente. Se lo scopo era comunque l'approvazione del testo allora è stato raggiunto, ma non si capisce a cosa possa servire un documento che non è stato approvato all'unanimità. L'approvazione è arrivata dopo tre ore di dibattito in cui sono riaffiorate polemiche vecchie e recenti e una sospensione per esaminare l'ordine del giorno chiesta dal gruppo di centrodestra. Dopo la sospensione gli ordini del giorno sono diventati tre (l'originale, quello leggermente modificato da Dario Conti e quello leggermente modificato dalla lista civica), poi sono tornati ad essere due (dopo il ritiro di quello della lista civica) e sono stati votati con questi risultati: ordine del giorno del comitato 9 voti favorevoli, 6 della maggioranza (Lucia Zanchini, Armando Roia, Giordano Borri, Paolo Binotti, Maria Pia Fratini, Nadia Mollaroli) e 3 dell'opposizione (Francesco Baldelli, Luigi Marasco, Marzio Donnini), astenuti Dario Conti e i due consiglieri della lista civica (Ritaldo Abbondanzieri e Massimo Rossi); ordine del giorno del giorno leggermente modificato da Dario Conti 6 voti favorevoli (Conti, Roia, Zanchini, Abbondanzieri, Rossi, Binotti) e 6 astenuti (Borri, Mollaroli, Fratini, Baldelli, Marasco, Donnini). Assenti il presidente Giovanni Latella, gli assessori Serena Biagini e Paolo Righi e i consiglieri di maggioranza Gianni Conti e Guido Peverieri. Tralasciando le leggere modifiche, nella sostanza l'ordine del giorno invita il sindaco e la giunta comunale: ad esprimere parere negativo nella convocanda conferenza dei servizi e ad attivarsi presso le competenti autorità ministeriali preposte alla tutela del paesaggio e dei beni culturali per richiederne l'esercizio dei poteri; a farsi latori della determinazione del Consiglio comunale presso la conferenza dei servizi; ad intraprendere ogni ulteriore azione, anche di natura giudiziaria al fine di scongiurare il rilascio dell'autorizzazione alla coltivazione della cava del Bifolco. L'ordine del giorno dispone che la deliberazione sia trasmessa al presidente della provincia di Pesaro e Urbino, al responsabile del procedimento, al ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, alla soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio delle Marche e alla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici delle Marche. Nel corso del dibattito (aperto agli interventi del pubblico) il sindaco ha parlato dello sfruttamento delle acque termali di Bellisio Solfare, che sembra ben avviato e che è uno dei fatti concreti che hanno portato l'amministrazione comunale a dire no alla cava. Il Comune di Pergola ha inviato al ministero dei beni culturali e agli enti competenti la richiesta di adottare ogni potere di annullamento. E' stato inviato anche un ricorso al Tar contro la provincia di Pesaro e Urbino. Ora c'è attesa per conoscere l'esito di questi ricorsi, confidando nel parere negativo. GIUSEPPE MILITO, stampa l'articolo invia ad un amico e-mail : infocorriereadriaticonline.it