"Era doveroso dopo aver ricevuto una missiva attraverso la quale si spiegano le ragioni per le quali il progetto presentato non risulterebbe conforme alle disposizioni legislative" Autorizzazioni di riconversione industriale, iniziativa del consigliere provincialedi An Lorenzo Rabini Il consigliere provinciale di Alleanza nazionale Lorenzo Rabini ha inviato alla Procura della Repubblica di Ancona , al presidente del Tribunale di Ancona, alla Corte dei Conti e al ministro Prestigiacomo un fascicolo relativo alle autorizzazioni che sono state concesse alle società Gola della Rossa, Fatma Spa e Murano Mineraria per il progetto di riconversione industriale e riqualificazione ambientale dell'area Gola della Rossa tramite tecniche innovative di coltivazione in sotterraneo su calcare massiccio. "Dopo aver ricevuto una missiva, guarda caso proprio il giorno dopo delle mie dichiarazioni concernenti il mancato arrivo della lettera in questione", dichiara Rabini, "degli avvocati Carmenati e Ragni attraverso la quale si spiegano le ragioni normative, procedurali e ambientali per le quali il progetto presentato non risulterebbe conforme a disposizioni legislative, mi è sembrato doveroso, proprio perchè la lettera dei due professionisti è stata anche indirizzata all'attenzione dei gruppi consiliari , dover rigirare questo documento, unito ad altri atti, alle competenti autorità giudiziarie e politiche affinchè prendessero visione di quanto sta accadendo attorno a questo progetto nell'area Gola della Rossa". "Tengo a chirire - rimarca l'esponente di Alleanza nazionale - che il ruolo della Provincia in merito all'attività estrattiva è un compito di controllo e di rilascio di autorizzazioni ed è proprio per questo, che pur non essendo personalmente e politicamente contrario alle attività estrattive, sono però responsabilmente convinto che queste debbano avvenire nel pieno rispetto delle regole, delle norme legislative e dei regolamenti. Ecco perchè l'invio del fascicolo non è stato nè' un esposto, nè' una denuncia, ma semplicemente la necessità che le autorità competenti prendessero atto di una serie di documenti della Regione, della Provincia e del Comune di Serra San Quirico che francamente lasciano forti dubbi sulla validità delle autorizzazioni rilasciate. Nel fascicolo presentato - continua Rabini - c'e' ovviamente la missiva di Carmenati e Ragni , l'interrogazione da me presentata a dicembre e a novembre del 2007 sull'attività estrattiva alla Gola della Rossa, tutti gli atti della Conferenza dei Servizi compreso il parere negativo della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici delle Marche, la lettera del ministero dell'Ambiente che ammonisce la Regione e la Provincia per interpretazioni giudicate difformi per il rilascio di autorizzazioni paesaggistiche per le attività di cava, la lettera della Regione Marche indirizzata alla Provincia di Ancona per una rivisitazione del parere sulla destinazione d'uso del calcare massiccio, insomma tutta una serie di atti legati a questa vicenda". "Il mio compito istituzionale dedicato a questo argomento - conclude Lorenzo Rabini - si racchiude in competenze ben precise , non sta certo a me emettere sentenze sulla non conformita' legale del progetto, spero appunto che per questo le autorità alla cui attenzione ho indirizzato i miei fascicoli, sappiano dare risposta alle tante domande che consiglieri comunali, provinciali, regionali ed altri hanno sollevato su questo importante e delicato tema".
SERRA SAN QUIRICO - Cave, gli atti in procura e al ministero
Il consigliere provinciale di Alleanza nazionale, Lorenzo Rabini, ha inviato una lettera alle autorità giudiziarie e politiche di Ancona, richiedendo di prendere visione di documenti relativi al progetto di riconversione industriale e riqualificazione ambientale dell'area Gola della Rossa. La lettera è stata inviata in seguito alla ricezione di una missiva che spiega le ragioni per le quali il progetto non risulterebbe conforme alle disposizioni legislative. Rabini sostiene che il ruolo della Provincia è quello di controllo e rilascio di autorizzazioni, e che è necessario che le autorità competenti prendano atto di una serie di documenti che lasciano forti dubbi sulla validità delle autorizzazioni rilasciate.
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