Edilizia Il complesso realizzato a Noicattaro Un nuovo caso di lottizzazione abusiva scoperto dalla procura. Questa volta in un complesso edilizio a Noicattaro dove i costruttori avrebbero realizzato un numero maggiore di villette rispetto a quello autorizzato dall'amministrazione comunale. In sostanza nel complesso residenziale «Verde Mare» sarebbero state realizzate venti ville anziché undici, così come era previsto nel progetto iniziale. Il sostituto procuratore Roberto Rossi ha aperto un fascicolo d'inchiesta ipotizzando il reato di lottizzazione abusiva e ha iscritto i responsabili dell'impresa individuale «Edilpuglia» nel registro degli indagati. Il pm ha inoltre ordinato il sequestro preventivo delle case che è stato eseguito ieri mattina dagli agenti della polizia municipale di Noicattaro. Il complesso edilizio è stato realizzato nel 2005. Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: BARI - data: 2009-01-24 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE L'inchiesta La polizia municipale appone i sigilli a venti costruzioni già realizzate da Edilpuglia a Noicattaro «Sono abusive», sequestrate villette L'accusa: autorizzazioni previste solo per undici immobili. Tre indagati Secondo la Procura, sarebbero stati realizzati interventi di trasformazione urbanistica BARI Ancora un caso di lottizzazione abusiva scoperta dalla procura. Questa volta in un complesso edilizio a Noicattaro poco distante da Parchitello e Poggio delle Ginestre, dove i costruttori avrebbero realizzato un numero maggiore di villette rispetto a quello autorizzato dall'amministrazione comunale. In sostanza nel complesso residenziale "Verde Mare" sarebbero state realizzate venti ville anziché undici, così come era previsto nel progetto iniziale. Il sostituto procuratore Roberto Rossi ha aperto un fascicolo d'inchiesta ipotizzando il reato di lottizzazione abusiva: nel registro degli indagati sono finiti Francesco Semeraro, 60 anni, titolare dell'impresa individuale "Edilpuglia", l'ingegnere Antonio Buono, progettista e direttore dei lavori, Giovanni Maggi, titolare dell'impresa esecutrice dei lavori. Ieri mattina gli agenti della polizia municipale di Noicattaro su ordine della procura hanno messo i sigilli (si tratta di un sequestro preventivo) a 20 villette costruite abusivamente nel 2005. Secondo la procura i tre indagati «realizzavano interventi di trasformazione urbanistico - edilizia finalizzati all'edificazione delle opere in assenza del prescritto provvedimento del Consiglio Comunale di autorizzazione alla lottizzazione e comunque in violazione delle prescrizioni delle discipline urbanistiche procedendo alla edificazione di opere differenti in termini quantitativi e qualitativi da quelle previste in sede di convenzione di lottizzazione ». Il progetto in questione ricostruisce il magistrato inquirente - prevedeva la formazione di otto lotti per la costruzione di unità ad uso residenziale e di complessive "undici unità abitative". Dalla consulenza tecnica di un esperto nominato dal pubblico ministero è emerso che «l'intervento edilizio realizzato, pur conforme alle prescrizioni indicate nel permesso di costruire rilasciato dal comune di Noicattaro si discosta dal piano di lottizzazione ». Sia per quanto riguarda la volumetria, la superficie coperta e infine per il piano qualitativo degli appartamenti: sono stati costruiti infatti nove appartamenti in più rispetto al numero previsto a discapito - secondo il pm -della qualità. «Le difformità - scrive il magistrato nelle carte dell'inchiesta - tra quanto autorizzato in sede di piano di lottizzazione e quanto effettivamente realizzato danno vita ad una illegittima opera di trasformazione edilizia con effetti non indifferenti sul crinale urbanistico. Un numero più elevato di unità abitative realizzate, oltre a garantire una maggiore possibilità di lucro per il proprietario delle abitazioni edificate, determini conseguenze su tutto l'aspetto urbanistico». Vale a dire meno spazio per parcheggi e aree verdi. E, a proposito di lottizzazione abusiva, nei giorni scorsi il tribunale di Bari ha condannato due ex dirigenti comunali, Francesco Martino e Fedele De Simone che all'epoca dei fatti contestati erano rispettivamente direttore della ripartizione edilizia privata e responsabile dell'urbanistica del Comune di Bari. Secondo l'accusa, i due imputati rilasciarono nell'ottobre 1996 le attestazioni di condono che permisero agli imprenditori Giuseppe e Pietro Rubino di proseguire i lavori del complesso residenziale di via Camillo Rosalba, a Bari. Gli immobili, invece, dovevano essere destinati a residence e a centro culturale per studenti. Angela Balenzano