I colpi nei luoghi di culto aumentati in un anno del 26 per cento Il comandante dei carabinieri: "Otto denunciati su dieci sono professionisti insospettabili" Crocefissi, candelabri, pale daltare, ostensori, tabernacoli: i ladri darte prediligono le chiese e i cimiteri, ma non disdegnano neppure le abitazioni. È quanto emerge dalla relazione sullattività annuale dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale della Liguria. Il tenente Salvatore Lutzu, neo comandante del corpo specialistico dellArma, ha fornito una panoramica dei risultati conseguiti nel 2008 paragonandoli a quelli dellanno precedente. In generale i furti sono aumentati del 3, ma il dato che spicca è quello relativo ai colpi messi a segno negli istituti religiosi e nei luoghi di culto, cresciuti del 25 per cento. Preoccupano anche quelli commessi nelle case: sono passati da 20 a 24. «Quelli in danno di privati - sottolinea il comandante - hanno registrato una variazione del 5, uno degli obiettivi privilegiati dei malfattori, e rappresentano il 50 del totale dei furti denunciati». In controtendenza, si è registrata la diminuzione del numero dei beni culturali rubati. Ancora una volta Genova risulta la città più a rischio con 31 casi davanti a Imperia (8), Savona (6) e la Spezia (3). Un altro dato significativo riguarda il tipo di bene sottratto: quasi l80 dei reati scoperti, riguarda larte contemporanea per la semplicità organizzativa del furto e la facilità di vendita sul mercato. «Larte è ormai considerata una forma di investimento della media borghesia e gli acquirenti non si preoccupano di commettere un reato anche se loggetto è di provenienza illecita. Riteniamo che l80 dei furti denunciati siano stati commessi da ladri professionisti». E qui entriamo nel campo della contraffazioni perché in trappola finiscono proprio i nuovi ricchi, i finti appassionati che vogliono avere a tutti i costi unopera darte in casa per poter far vedere agli amici il loro livello economico. «È unattività criminosa e in continua espansione non solo perché molto è remunerativa, ma perché ci sono molti "allocchi"». E pochi mesi fa il comandante aveva parlato proprio del mercato di opere false che stanno invadendo lOriente. Passiamo al capitolo reperti archeologici. Lanno scorso ne sono stati sequestrati 240 rispetto ai 96 del 2007, con un incremento di circa del 150. In flessione, invece, il numero dei beni culturali che sono stati recuperati. Sono stati solo 313, con una flessione dell82 rispetto allanno precedente (1799). Infine diamo unocchiata alle persone denunciate, che sono salite a 72 contro le 45 del 2007 (un aumento del 60), e al valore dei beni recuperati: 16 milioni contro i 6 del 2007 anche se il saldo dei beni recuperati è in negativo (1799 sono stati gli oggetti resi ai legittimi proprietari nel 2007, 313 quelli nel 2008). Il comandante Lutzu ha poi concluso snocciolando alcuni numeri: 182 controlli in antiquari e commercianti del settore (12), 38 a mercati e fiere antiquariali (13,6), 51 nelle aree archeologiche più a rischio con servizi mirati realizzati con il Nucleo elicotteri di Albenga, 25 in aree sottoposte a vincolo paesaggistico e architettonico (32).