Caro direttore, alle notizie sullo stato del turismo a Napoli e in Campania, che negli ultimi giorni hanno alimentato un vivace dibattito su queste pagine, vorrei aggiungere qualche considerazione, a partire dall'intervista rilasciata dalla Sottosegretaria Brambilla. Ha ragione la Brambilla quando afferma che il quadro delle competenze con il nuovo assetto costituzionale è completamente mutato. E anche se la riflessione richiederebbe tempi e spazi diversi possiamo dire, in maniera semplicistica ma efficace, che al Comune spetta il compito di creare le condizioni affinché il turista si senta ben accolto; alla Regione quello di promuovere il territorio; al Governo restano importanti compiti che, anche se indirettamente, molto incidono nel settore turistico, come la gestione dei più importanti beni culturali e museali e la sicurezza. In questo senso, per fare un po' di chiarezza, all'amministrazione comunale viene chiesta essenzialmente la gestione dell'ordinario che, tradotto in termini di interventi turistici, a mio avviso equivale a migliorare l'accoglienza attraverso servizi informativi diffusi ed efficienti e, in generale, servizi turistici essenziali (bagni pubblici, segnaletica, cartellonistica museale in lingua), oltre ovviamente all'aumento della fruibilità dei siti museali affidati alla nostra gestione. In quest'ottica abbiamo deciso di investire, d'accordo con la Regione Campania, oltre 6 milioni di euro per interventi che,ovviamente, nel rispetto di tempi e procedure previste dalla legge potranno essere realizzati materialmente non prima di diversi mesi. Sempre in questo quadro parte della programmazione dei nostri eventi, come ad esempio il Maggio dei Monumenti, tende a rendere sempre più fruibile il nostro patrimonio e più ospitali i siti artistici e monumentali. Fin qui parliamo di accoglienza. Vengo poi all'altro punto sollevato nell'intervista alla Sottosegretaria: la questione degli eventi, non quelli in grado di rendere la città vivace e accogliente, ma in grado di «attrarre» e quindi spostare sulla città consistenti flussi di visitatori. Su questo sono necessarie due premesse: primo, nessuna grande città metropolitana viene scelta dai turisti per un grande evento; non si va a New York o a Parigi, a Londra piuttosto che a Hong Kong per un festival di musica o di spettacoli, ma per le attrattive generali, culturali e museali, paesaggistiche e storiche che ogni città offre. In secondo luogo eventi realmente «attrattivi» necessitano di risorse straordinarie, di certo non possono ripetersi più volte durante un anno, e molto raramente si sviluppano in vere aree metropolitane (vedi Festival di Edimburgo, di Avignone, di Mantova etc.). In questa direzione già mi sembra particolarmente significativo il successo registrato dal Festival Teatro Italia, senza dimenticare il lavoro già posto in essere per il Forum delle Culture 2013 e aggiungo che comunque gli eventi richiesti più volte dagli operatori del settore turistico sono principalmente le grandi mostre, quelle allestite per diversi mesi. Eventi che, come si sa, sono competenza degli enti museali, sebbene possano godere, come è accaduto e come riaccadrà, del prezioso sostegno finanziario degli enti territoriali. In quest'ottica, credo che il governo centrale dovrebbe supportare maggiormente le strutture museali, mettendole in condizione non solo di funzionare meglio, ma anche di allestire mostre ed esposizioni di livello internazionale. Come infatti afferma lo stesso Mario Resca, Direttore generale dei Musei italiani, le strutture museali non godono dell'attenzione e delle risorse che meriterebbero; spesso, per queste ragioni, non riescono ad avere servizi all'altezza, e sono costretti loro malgrado a chiudere alcune sale, limitando nei fatti l'offerta di una delle principali attrattive turistiche di una città. In sintesi il turismo, forse più degli altri settori, ha bisogno di forti sinergie istituzionali e di grande collaborazione. Sostenere che le difficoltà del settore dipendano dalle difficoltà e dai limiti di un ente piuttosto che dell'altro non servirà a molto. Sarà il caso, invece, di rimboccarsi le maniche e provare a fare tutti insieme, come è sempre possibile, di più e meglio. assessore comunale al Turismo