Lassessore Corsini: "Il nuovo museo aprirà il 21 aprile 2010" Per la prima volta è stato possibile percorrere i passaggi che larchistar francese Odile Decq ha ideato per lampliamento Danno letteralmente le vertigini i Territori sensuali di Odile Decq, come larchitetto ha intitolato il progetto per il Macro. Per la prima volta è stato possibile percorrere le passerelle aeree che la star francese ha ideato per lampliamento del Museo darte contemporanea di Roma in via Reggio Emilia. E, sospeso su questa sorta di tecnologico ponte di liane (sul quale passeggeranno i visitatori ma anche i normali cittadini attirati dentro il museo-piazza aperto sulla città), lassessore allUrbanistica Marco Corsini ha potuto azzardare un nuovo invito per il taglio del nastro. Il Natale di Roma, ma dellanno prossimo. «Perché no? Il 21 aprile 2010 potrebbe essere una data interessante per inaugurare», ha detto Corsini durante il suo primo sopralluogo nel cantiere che, iniziato nel 2004, doveva finire i lavori nel 2006. Ma a produrre il ritardo nella consegna hanno contribuito i ritrovamenti archeologici (una cava di età severiana che verrà musealizzata), la difficoltà di portare via 16mila metri cubi di terra senza intralciare la vita del quartiere o la necessità di cambiare il progetto ampliando il parcheggio sotterraneo fino a 180 posti (stralciando lipotesi folle del parking meccanizzato). Entusiasta lassessore capitolino del viaggio nel cuore del nuovo edificio che, inglobando alcune parti della vecchia Birreria Peroni, crea finalmente un luogo dove le tre sale espositive, lauditorium da 150 posti e la biblioteca illuminata da un lucernario-fontana, si integrano con gli spazi di ritrovo cittadino. Il tutto secondo la tavolozza dark dello stile, ma anche del look, di Odile Decq: molto color nero (del basalto, del ferro, ed è già ultimata la tinta delle pareti in cemento), con inserti di legno rosso e smisurate superficie di vetro (lastre alte 4 metri nella facciata su via Nizza). «È bellissimo questo contenitore di opere che è al tempo stesso unopera darte contemporanea» ha detto Corsini. «Ledificio si inserisce bene nel contesto, non crea disarmonie», ha aggiunto. «Ma il successo di pubblico dipenderà dal contenuto delle mostre e dalla capacità di comunicazione dellevento». Poi Corsini ha «preso atto di un lavoro che è stato molto sofferto anche dal punto di vista della gestione». E si è augurato che «in futuro questi progetti siano anche gestibili», perché «il rapporto con archistar come Odile Decq, che è stato anche direttore artistico, è un rapporto difficoltoso». Difficile per le maestranze della Cooperativa costruzioni di Modena (che ha lavorato per conto del vincitore della gara, il Consorzio cooperative costruzioni di Bologna) è stato dare forma a tutte le idee della Decq. Ogni elemento costruttivo è stato disegnate e appositamente realizzato. Persino le travi in acciaio. O le lastre della copertura in vetro, tra le quali cè una maglia inox che è stata fatta tessere da telai in Francia al prezzo di circa 350 euro a metro quadro. Il costo del nuovo Macro sarà di 20 milioni. La Ccc ne riceverà 17 e mezzo, il 30 in più del previsto, ma per diversi mesi - quando la giunta Alemanno ha bloccato i pagamenti per la revisione del conti - «ha praticamente autofinanziato il cantiere», ha dichiarato Corsini. A febbraio si metterà al lavoro una nuova impresa che, in un anno, dovrà realizzare tutti i rivestimenti: anche quelli in vetro e specchio delle, ultra glamour, toilette.