Interpreta tutto secondo il suo metro di giudizio: il mercato È invece da apprezzare che Silvio Berlusconi abbia espresso il suo parere sulla destinazione dei nuraghi: la grandezza di questi monumenti ed il fascino e l'imponenza del nuraghe Losa di Abbasanta sono difficilmente resistibili, e noi sappiamo che il nostro (dobbiamo pur capire il silenzio di Cappellacci di fronte al magistero del Presidente del Consiglio) ha una decisa attrazione per l'antichità: i memorabili discorsi su Enea e Anchise, su Romolo e Remolo, le architetture antichizzate di Villa Certosa. E ancora la navetta «nuragica» in legno fattasi costruire da un artigiano di Ozieri. Silvio Berlusconi mette alla prova le categorie espresse per il kitsch grazie alla ben nota capacità di innovazione: ridisegna nuovi assetti e confini, superandoli di slancio, per cattivo gusto, maniera e semplificazione viscerale. La sua presenza nel nuraghe Losa non deve essere trascurata per gli spunti che ci consente. Giovanni Lilliu ha giustamente protestato per l'evidente incompetenza del presidente del Consiglio sul tema e la sua altrettanto evidente immodestia, ricordandogli le destinazioni più complesse e articolate che emergono dalla ricerca, ma parlare di archeologia con Berlusconi è come parlare di questione morale con Licio Gelli, e penso che non sia utile farlo oltre. D'altronde la riforma dell'Università sembra voler misurare - pur con strumenti assai contestabili - le competenze scientifiche dei docenti e l'apprendimento dei discenti. E qua non esisterebbe conflitto di interessi, perché persino le misure volute dalla Gelmini taglierebbero fuori ogni velleità di competenze berlusconiane nel campo dell'archeologia, a partire da una tale quantità di debiti formativi che non un grande magazzino come il nuraghe Losa, ma neppure ipermercati come il nuraghe Arrubiu di Orroli o Su Nuraxi di Barumini potrebbero contenere. E' vero c'è un condono per tutto, e una laurea ad honoris causa non si nega a nessuno, ma su questi punti sembra di intuire una debolezza culturale. Il fatto, rivelatore come vedremo, che Berlusconi possa inquadrare il nuraghe come un grande magazzino, oltreché un indizio non trascurabile di disagio concettuale, è uno degli errori più insidiosi nello studio dell'archeologia: il trasferimento di modelli contemporanei nella lettura di sistemi antichi. E' normale che veda ogni grande edificio come un luogo di potere privato. Dicendo che il nuraghe serviva a proteggere le risorse dai furti - cosa in sé molto parzialmente accettabile - ci fa scoprire la sua più profonda paura: che qualcuno gli possa portare via la roba. La visita di Berlusconi al nuraghe Losa ci ha in qualche modo riavvicinato all'uomo prima ancora che al politico. E anche sul tentativo di stabilire un messaggio simbolico legato al luogo, le indicazioni sono di forte rilevanza: Berlusconi si è mosso come un conquistatore da manuale, annichilendo il suo candidato indigeno e ricevendo l'offerta della bandiera dei Quattro Mori, che suona come una resa di qualche gruppo locale. Ora si capisce davvero cosa unisce culturalmente chi si fa costruire un teatro ogm sotto un finto vulcano e chi pensa di fare un viale a Cabras con le statue di Monti Prama: il cattivo gusto. Non condivido a fondo la cultura della costante resistenziale, né il mito dell'indipendenza nuragica. Ma la parte migliore di quel sentimento, non sempre lineare, di orgoglio identitario, sabato ad Abbasanta era davvero assente.
SARDEGNA - Berlusconi rilegge la storia
Silvio Berlusconi ha espresso il suo parere sulla destinazione dei nuraghi, affermando che il nuraghe Losa di Abbasanta è un grande magazzino. Il Presidente del Consiglio ha anche visitato il nuraghe e ha ricevuto la bandiera dei Quattro Mori. Giovanni Lilliu ha criticato l'evidente incompetenza di Berlusconi sul tema dell'archeologia. La riforma dell'Università sembra voler misurare le competenze scientifiche dei docenti e degli studenti. Berlusconi ha visto il nuraghe come un luogo di potere privato e ha cercato di stabilire un messaggio simbolico legato al luogo. La visita di Berlusconi al nuraghe Losa ha riavvicinato l'uomo a Berlusconi piuttosto che al politico.
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