Si è svolta sabato 20 dicembre in Piazza Bellini a Napoli la Pulitura delle mura greche, un'iniziativa organizzata e promossa dal Gruppo Archeologico Napoletano (G.A.N.). L'associazione napoletana ha voluto in modo simbolico lanciare un messaggio forte agli enti di gestione, di tutela e di valorizzazione attraverso l'adozione e la cura delle Mura Greche di piazza Bellini a Napoli. Un impegno forte, nato dalla volontà di far riacquisire il giusto decoro al rudere che, nonostante si trovi nel centro storico della città, è in stato di degrado. Soventemente utilizzato come luogo di abbandono per bottiglie rotte e cartacce, le Mura greche di Piazza Bellini non sono conservate in maniera appropriata, data la frequenza con cui l'area viene sporcata; partendo da questo presupposto i soci del GAN, sotto la guida di archeologi, saranno impegnati periodicamente nella manutenzione ordinaria delle Mura spesso soffocate da erbacce e dalla spazzatura. Un progetto impegnativo, che da un lato ha il fine di sensibilizzare la gente del quartiere al rispetto di una testimonianza tanto rilevante della storia di Napoli (infatti tale iniziativa aspira al coinvolgimento della collettività, le attività si svolgeranno il sabato pomeriggio, sotto gli occhi di quanti solitamente vivono e godono della bella piazza), dall'altro sottolinea l'importanza degli interventi di manutenzione, finalizzati al mantenimento di un Bene Archeologico e che costituiscono l'unica procedura corretta per la sopravvivenza di questi Beni Culturali. Il Gruppo Archeologico Napoletano, assiduamente impegnato in azione di tutela e di sensibilizzazione, ha tra l'altro censito la maggior parte dei beni archeologici della Campania, attraverso la raccolta di numerose schede informative sui siti archeologici. Oltre a sottolineare lo stato di fatto di questi siti archeologici, a specificarne l'ubicazione e l'ente di gestione preposto alla sua tutela, tali schede illustrano la storia del sito, le modalità di visita, e la situazione conservativa. Per quanto concerne le murazioni greco-romane di Napoli si apprende che esse si collocavano lungo i margini del bassopiano su cui sorgeva l'antica città di Napoli e costituivano delle vere e proprie fortificazioni, preposte alla difesa di Neapolis, e che la loro fama di inespugnabilità era conosciuta nel mondo antico come si apprende dalle fonti storiche. Il tracciato delle mura greche di Napoli -nonostante le ampie e gravi distruzioni operate nel corso dei secoli- ancora si conserva per lunghi tratti. Agli stadi costruttivi sono stati riconosciuti due fasi edilizie principali, corrispondenti a cronologie diverse: una prima fase, connessa alla fondazione di Neapolis, è relativa agli inizi di V secolo a.C.; una seconda fase, da collegare alla guerra sannitica, è collocabile al IV secolo a.C.; ad esse seguono un serie di opere di rifacimenti del circuito difensivo databili al III secolo a.C. Importanti resti sono oggi visibili a Piazza Bellini, Piazza Cavour, Piazza Calenda. Nello specifico le mura di Piazza Bellini sono state scoperte per caso nel 1954 e sono state investigate appieno dagli scavi del 1984. L'attuale situazione è profondamente modificata dall'epoca greca: il piano antico era circa 10metri più in basso rispetto all'attuale e questo tratto di mura correva lungo il ciglio di una collina ora completamente spianata, alla sommità di un vallone oggi del tutto colmato. La determinazione della datazione di questa opera di fortificazione resta ancora oggetto di studio da parte degli esperti. Le diverse posizioni accademiche non sono concordi nel datare questo tratto di mura: un tempo veniva datato tutto al IV secolo a.C., considerandolo un ampliamento della cinta muraria rispetto ad una più antica rinvenuta in via del Sole; oggi lo si considera invece del V secolo a.C., rafforzato nel IV secolo a.C.; ma intanto i nuovi saggi del 1984 non hanno dato reperti anteriori al IV secolo a.C. Dal punto di vista conservativo la situazione attuale delle fortificazioni è precario. Tali opere sono infatti sottoposte ad un rischio costante, in quanto il materiale lapideo -naturale ed artificiale- è esposto all'aperto. Ne deriva che sul monumento intercorrono i principali fattori di vulnerabilità e degrado derivanti dall'azione dei fattori ambientali naturali, unitamente agli inquinanti presenti nell'atmosfera, che danno luogo alla perdita di materiale sulla superficie del monumento. Il fenomeno della pioggia battente rappresenta una delle principali cause degenerative delle strutture murarie presenti; infatti la totalità della superficie del monumento è toccata dalle acque meteoriche. Ne deriva che la formazione di alterazioni biologiche nella forma di alghe e microrganismi biodeteriogeni è facilitata dalla continua presenza di acqua. La crescita di piante superiori è così strettamente connessa e da imputare alle presenza di acqua ed ai depositi terrosi, formatisi nelle connessure murarie, che ne deriva che questa crescita ha provocato fratture e distacchi su blocchi di tufo. Un sistema di raccolta delle acque piovane e la realizzazione di copertura efficiente (attraverso una metodologia di progettazioni nella quale concorrano architettura, conservazione e riqualificazione urbana, in grado di fornire un decoroso risultato, capace di rispondere alla duplice valenza, funzionale e storico-estetica, in modo da conciliarsi appieno con l'ambiente della piazza circostante e di interagire con essa) risulta essere una soluzione appropriata per la struttura storica, al fine di garantire il riparo delle creste murarie, che allo stato attuale rimangono ancora soggette al fenomeno.
Agenzia Radicale
24 Dicembre 2008
"Adottate" le Mura Greche di Piazza Bellini a Napoli
MA
Marcello Mottola
Agenzia Radicale
Il Gruppo Archeologico Napoletano (G.A.N.) ha organizzato la Pulitura delle mura greche a Piazza Bellini a Napoli. L'iniziativa mira a sensibilizzare la gente del quartiere al rispetto di una testimonianza storica importante e a promuovere la cura delle Mura Greche. Le mura sono state scoperte per caso nel 1954 e sono state investigate appieno dagli scavi del 1984. L'attuale situazione è profondamente modificata dall'epoca greca e il tratto di mura è soggetto a un rischio costante di degrado. Il G.A.N.
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