LIVORNO. Cosa potrebbe succedere delle ex terme del Corallo, a seconda di come si concluderà il processo, e l'incontro con il questore per arginare l'invasione di spacciatori e di balordi in quest'area. E poi le perplessità sul fatto di trovarsi in mezzo ad una bufera giudiziaria culminata nell'agosto 2007 con sequestro del complesso, un immobile il cui degrado era noto da molti anni prima che lui e il suo socio Piero Bottoni ne diventassero proprietari. Rodolfo Cagliata, 83 anni portati in maniera egregia, il più noto immobiliarista livornese, ha parlato di questi argomenti ieri mattina appena tornato dalla questura. Lì Cagliata aveva incontrato il questore Nicola Zito per parlare della situazione dell'ex Corallo, sia alla luce degli ultimi incendi che dell'esposto alla magistratura presentato da alcuni residenti che chiedono interventi contro le persone che entrano ed occupano abusivamente i capannoni della ex Coca Cola e le ex Terme della Salute. Adesso c'è anche un esposto dei residenti: di cosa avete parlato in questura? Proprio del fatto che ci sono continui ingressi abusivi e danneggiamenti nella nostra proprietà. E di come è stato inutile cercare di fermarli con un servizio di sorveglianza privata non armata, come facemmo per un certo periodo dopo che le terme erano state sequestrate. Il questore ci ha spiegato che verrà concertato un piano per cercare forme di intervento più incisive. Dovremmo rivederci presto, forse anche nella giornata di domani. La situazione igienica dell'area è drammatica: cosa pensate di fare? «Quando potremo proseguire i lavori previsti ripuliremo tutto. Intanto abbiamo tolto tutti gli infissi per cercare di mettere un freno alle occupazioni abusive». Quale potrebbero essere il futuro per quest'area? «Per prima cosa voglio dire che, pur avendo sempre la massima fiducia nella giustizia e nella magistratura, io mi sento, più che amareggiato, sorpreso e perplesso. Ancora una volta non posso non rilevare che questo caso è scoppiato per un edificio il cui degrado, come dimostrano anche gli articoli del Tirreno, era noto da decine di anni. Un degrado per il quale nessuno, e in particolare la vecchia proprietà della Coca Cola, ha mai avuto noie giudiziarie. E non mi stancherò di ricordare che alla fine siamo processati per un reato che comporta un a contravvenzione di 700 euro». Questo è l'antefatto, cosa potrebbe succedere ora alla luce dei possibili esiti del processo? «E' semplice, le possibilità sono tre: o veniamo assolti, o ci condannano a pagare i 700 euro, oppure ci sarà una contravvenzione di 700 euro e la confisca del bene». Quindi? «Se veniamo assolti, riparte il progetto, secondo la convenzione che verrà stipulata con il Comune, cui diamo in dono le ex terme. Se invece dovremo pagare i 700 euro, lo faremo e poi contiamo di far partire i lavori. Se poi ci sarà anche la confisca, venderemo al miglior offerente la parte dei capannoni della ex Coca Cola. Così almeno rientrermo dalle spese. Ma voglio sottolineare che se ci sarà una confisca, e se le terme non andranno allo Stato ma al Comune, questi potrebbe eventualmente avere un bene che comunque gli sarebbe stato ceduto gratuitamente, ma senza incassare gli oneri per l'urbanizzazione relative agli edifici da costruire e il contributo che avevamo stabilito. Non mi sembra un buon affare per l'amministrazione». C'è un altra possibilità, seppure ipotetica: potrebbe arrivare un'ingiunzione a fare voi i lavori necessari. «In questo caso, oltre ad opporci in tutte le sedi, fino anche a Strasburgo, non faremo certamente questi lavori, anche perché non potremmo. Nella peggiore delle ipotesi va considerato che la Fondiaria Apparizione srl ha 90mila euro di capitale sociale. Una volta esaurito questo, ci vedremmo costretti a chiudere la società, ma la cosa finirebbe in questo modo». La storia delle Terme del Corallo, note anche come "Acque della Salute", risale al 1904, quando venne inaugurato lo splendido complesso in stile liberty, il primo in cemento armato in Italia. Dopo decenni di grandi successi, sia come frequentazione turistica che di vendita delle acque minerali imbottigliate, negli anni '40, inizia il declino delle terme, che cessò definitivamente nel dopoguerra. Da allora cominciano i problemi per la struttura: mentre proseguiva l'attività industriale, con lo stabilimento realizzato per imbottigliare la Coca Cola, il padogline centrale delle terme diventò un asala da ballo. Fino a quando, nel 1968, scoppiò il primo degli incendi che si sono verificati in quest'area. Da allora il degrado è andato accentuantosi: il colpo di grazia, secondo molti, la costruzione, negli anni '70 del cavalcaferrovia, che liberò il traffico dalla schiavitù del passaggio a a livello, ma affossò definitivamente la zona delle ex terme, ingabbiandola nella sua pesante struttura di cemento. Poi i problemi si sono accentuati, fino a quando, negli ultimi anni, la struttura è diventata rifugio di colonie di sbandati che hanno accresciuto il degrado. Nel 2005, infine la vendita del complesso dalla Coca Cola alla Fondiara Apparizione di Bottoni e Cagliata, che qui, con l'accordo raggiunto col Comune, avrebbero dovuto costruire 104 appartamenti e cedere gratis le ex terme all'Amministrazione. Nel frattempo, fino al sequestro dell'agosto 2007, cìè stato il violento incendio alla ex Coca Cola, incendio che si è ripettuto nei giorni scorsi alle ex scuderie. «Se arrivasse la confisca dell'edificio delle vecchie teme e l'intimazione a fare noi i lavori l'unica cosa che ci resterebbe da fare sarebbe chiudere la società»
LIVORNO - Ex Corallo, alla fine pohì vendere tutto
L'immobiliarista livornese Rodolfo Cagliata ha incontrato il questore Nicola Zito per discutere della situazione delle ex terme del Corallo, che sono state oggetto di incendi e di occupazioni abusive. Cagliata ha espresso la sua perplessità per la situazione e ha chiesto interventi più incisivi per fermare le occupazioni abusive e ripulire l'area. Il questore ha promesso di concertare un piano per affrontare la situazione. La situazione igienica dell'area è drammatica e Cagliata ha espresso la sua preoccupazione per il futuro delle terme. Ha anche parlato della storia delle terme, che risale al 1904, e del declino che hanno subito negli anni.
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