Da quel che si è capito il convegno promosso da Italia Nostra su «Tutela e sviluppo a Mantova» doveva servire a verificare la disponibilità dell'Associazione Industriali, ramo Costruttori, a conciliare con un'idea di sviluppo meno distruttiva per l'ambiente e per il patrimonio storico-paesaggistico della «città dell'Unesco». Se questa era l'intenzione la verifica c'è stata, e dovrebbe suonare come un'amara disillusione per Italia Nostra. Non solo l'Associazione rappresentata dagli imprenditori Bottoli e Coghi non ha accennato ad alcuna compiacente, ancorché formale, conciliazione con i punti di vista di Italia Nostra, ma ha colto l'occasione per rilanciare beffardamente il progetto della tangenziale ovest, sul Lago Superiore. Che è come rispondere con la bomba-fine-di-mondo, per Mantova, cioè il massimo dello sfregio possibile a quel che resta del suo (nostro) territorio. In sostanza si è avuta la conferma che l'unico modello possibile, per i costruttori nostrani, è ripetere senza remora o scrupolo il modello urbanistico che sono riusciti a perseguire in questi anni, qui come altrove nell'Italia dello spreco ambientale. E naturalmente la tangenziale ovest ben rappresenta quell'idea di «valorizzazione» e sviluppo del territorio che si traduce in nuove occasioni di urbanizzazione. Strade e autostrade sono infatti molto appetite dai costruttori, non solo per l'infrastruttura in sé, ma perché aprono la prospettiva di nuove aree di espansione costruttiva. L'autostrada Mantova-Cremona ad esempio si finanzierebbe proprio con un sistema di aree fabbricabili lungo tutto il suo tracciato. Del resto, come nella favola dello scorpione e della rana, non si può chiedere ai costruttori di cambiare la loro natura. Convinti come sono che la costruzione di sempre nuovi capannoni, quartieri, centri commerciali voglia dire «produrre ricchezza e lavoro per la comunità», non si accorgono di contraddire anche i rudimenti dell'economia classica, per la quale si tratterebbe di rendite speculative sulle aree e di rendita immobiliare. Di più. La crisi economica che ci sta investendo ha avuto origine in una bolla finanziaria alimentata proprio da un sistema di titoli basati su un patrimonio immobiliare gonfiato, molto al di là del tradizionale equilibrio tra domanda e offerta. E' lo spettacolo che offre il sistema immobiliare anche dalle nostre parti: cresce l'invenduto, cala, se pur di poco, il valore, ma la pressione lottizzatrice non subisce soste. E' un meccanismo perverso, che non solo non produce vera ricchezza, ma anzi ha un evidente carattere distruttivo: distruttivo di un territorio al cui limite fisico siamo sempre più prossimi; distruttivo di un tessuto civile che nei nuovi insediamenti non trova alcuna premessa di coesione sociale, distruttivo anche di quella «accumulazione originaria» che oggi, tanto più con la crisi incombente, richiede che i capitali siano orientati ai settori più competitivi. A settori industriali con alto valore aggiunto, al settore dell'industria culturale (i clamorosi successi di Cardiff, Malaga e Lubiana dimostrano che è possibile), e al settore agro-alimentare (questo sì il vero settore strategico per il futuro). Quello che si voleva verificare con i costruttori nostrani era (ingenuità) che fossero disponibili a riconvertire l'accumulazione originaria realizzata negli ultimi anni, grazie ad una espansione edilizia che non ha precedenti storici, né può ripetersi in futuro, in nuovi produttivi settori a più alto valore aggiunto. La risposta è stata la tangenziale ovest. Possiamo solo sperare che i Comuni e la Provincia possano riconsiderare quella politica di spreco di risorse e di territorio che li ha visti fare a gara nel corso di questi ultimi anni. Ma non c'è da sperarci molto se è vero che il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale ha subito trovato delle amministrazioni comunali (e dei partiti) che lo hanno denunciato perché pone troppi vincoli e troppi limiti. Cupio dissolvi.
MANTOVA - Se la risposta è la Tangenziale Nord... Il massimo dello sfregio per Mantova
L'Associazione Industriali, ramo Costruttori, ha confermato la sua disponibilità a costruire la tangenziale ovest a Mantova, nonostante le preoccupazioni di Italia Nostra sulla sua impattazione sull'ambiente e sul patrimonio storico-paesaggistico della città. L'Associazione ha presentato un progetto che include la costruzione di strade e autostrade, che aprono nuove aree di espansione costruttiva. La tangenziale ovest è stata presentata come un'opportunità per il sviluppo del territorio e per la creazione di nuove aree di lavoro.
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