Cara Europa, mi sconcerta che secondo la Corte dei diritti delluomo di Strasburgo labbattimento dellecomostro di Bari (Punta Perotti) fu legittimo, ma illegittimo fu il sequestro dei terreno: perché ciò avrebbe violato i diritti della proprietà privata. Ne consegue che le imprese proprietarie dei suolo e dei cantieri, che con inaudita pervicacia hanno realizzato unopera che la città detestava ed era una prepotenza, invece di continuare a risarcire i danni ambientali e morali arrecati allambiente dovranno essere risarcite con denaro pubblico, cioè versato dai cittadini. Perché fra tanti legislatori nazionali e internazionali non si riesce a razionalizzare questo ordinamento, in modo che i cittadini sappiano «se e si o se è no», come dice il senatore Marino? NICOLA GRASSI, BARI Caro Grassi, per queste cose deve rivolgersi a competenti, ed io non lo sono. Posso solo utilizzare lo spazio della mia rubrica per far camminare un po la sua lettera, sperando che essa vada nelle mani di qualche politico-legislatore non troppo impelagato con le sue faccende, e disposto a occuparsi del bene pubblico nei modi consentiti: primo, fra tutti, scrivere leggi oneste con chiarezza, e non leggi non chiare e quindi disoneste. Dico "disoneste apposta, perché più le leggi sono confuse e più esse ottengono il contrario di ciò che il cittadino si aspetta. Chí deve ripristinare larea devastata dalla costruzione e dalla demolizione? Diremmo, il costruttore. E invece che succede? Sentiamo lex ministro Urbani, che firmò il decreto: «Condannati addirittura per violazione dei diritti umani? Convengo che il ginepraio delle leggi regionali, confuse e confusamente applicate, è tale che è davvero difficile capire. Però da ministro dovevo applicare la legge». Purtroppo, come sappiamo, il ministro sè poi fermato sulla via degli altri mostri, ma ci spiega perché: «Il coraggio non è diffuso nel nostro paese, io però la lista degli ecomostri da abbattere lavevo presentata. E quando ho lasciato la politica alzando la voce, uno dei motivi che mi hanno fatto considerare compiuto il mio lavoro era proprio questo: non cera la disponibilità alle demolizioni». Ha capito, signor Grassi? Si opponevano soprattutto i poteri locali, ma non solo loro. I partiti, si sa bene, ricevono tangenti, clientele e voti. Quindi lItalia vada pure a ramengo, facendo finta di darsi pomposamente un "codice dei beni culturali". Vedremo che cosa ne faranno di quel codice gli enti locali quando alle spalle avranno il federalismo. Non che lo stato unitario sia un gran che dì chiarezza: pensi che Punta Perotti, con le sue 300 mila tonnellate di cemento, è stata distrutta non perché "abusiva" ma perché danno ambientale. Domanderei ai soloni del palazzaccio: ma un danno ambientale può non essere abusivo? E se invece non lo è, che leggi e che magistrati abbiamo in Italia? Anche quelli di Strasburgo non scherzano: hanno giudicato obbrobrioso quel mostro e da abbattere, ma non cera stata condanna che lo dichiarasse abusivo, e "dunque" aver confiscato il terreno insieme al manufatto ha violato i diritti umani, il diritto di proprietà. Vanno rimborsati anche i danni morali. Come vede, lEuropa del terzo millennio è come lItalia spagnola del seicento. Per fortuna cè ancora qualche sindaco come quello di Bari, i quali fanno sapere che nessuna condanna potrà ritorcersi contro il comune. Ha capito o no perché da 17 anni teniamo una povera ragazza appesa a un sondino?