Ogni promessa è debito. E almeno questa volta l'adagio popolare è stato rispettato. La promessa, reiterata, è quella del ministro ai beni culturali Sandro Bondi di reintegrare i tagli al finanziamento statale per la ristrutturazione dell'Istituto di Storia della Scienza di Firenze. Il debito, i 600.000 euro tagliati, soldi indispensabili per il completamento del cantiere e per permettere la riapertura del complesso di piazza dei Giudici ad ottobre (con il nome di Museo Galileo), uno degli eventi clou dell'Anno Galileiano. Soldi, aveva detto più volte il direttore del museo fiorentino Paolo Galluzzi, necessari e indispensabili per rispettare i tempi di riapertura. Soldi che adesso arriveranno. «Il ministro Bondi, durante un tavolo tecnico tenutosi a Roma, con la presenza della Regione spiega il direttore dei beni culturali e artistici della Toscana, Mario Lolli Ghetti nei giorni scorsi ha dato l'assicurazione che saranno reintegrati 500.000 dei 600.000 euro tagliati. Quei fondi non sono ancora nella disponibilità del ministero e quindi del museo fiorentino, ma c'è l'assicurazione del ministro, la sua piena disponibilità, e mi ha autorizzato a ufficializzare questo impegno». Lolli Ghetti non entra nei dettagli, neppure su come la differenza di 100.000 euro potrà eventualmente influire sul completamento dei lavori e dell'allestimento museale. Ma Paolo Galluzzi anche nelle passate settimane aveva sottolineato come si fosse arrivati al 90 per cento degli interventi programmati anche grazie ad alcune economie e quindi i problemi dovrebbero essere superati. Intanto oggi il ministro Bondi è atteso a Firenze, alle ore 17, all'Altana di Palazzo Strozzi per l'apertura della quarta edizione del corso di alta formazione politico istituzionale EunomiaMaster. Sarà l'occasione per un confronto sul tema «Cultura e politica nella formazione della nuove classi dirigenti» con, tra gli altri, Giuseppe de Rita, segretario generale del Censis, il professor Stefano Rodotà e Aldo Schiavone, direttore dell'Istituto Italiano di Scienze Umane.