La pubblicità sui ponteggi di Ponte Vecchio deve scomparire. Lo ha intimato Palazzo Vecchio alla società Media Firenze che ha curato la vendita dello spazio per finanziare i cantieri di manutenzione della facciata esterna del Corridoio vasariano, promossi dal Polo Museale, perché manca l'autorizzazione necessaria da parte del Comune. E finchè non ci sarà, niente spot. La richiesta per lo spazio pubblicitario è arrivata negli uffici dell'amministrazione lo scorso 13 gennaio. E dopo soli due giorni i ponteggi sono stati coperti dai teli di una nota marca di abbigliamento. Senza aver ancora ricevuto il via libera dal Comune. Gli uffici avevano, secondo il regolamento, trenta giorni di tempo per darla. «Secondo la normale procedura c'è bisogno di confrontare la pratica con gli altri uffici competenti - spiega l'assessore alle attività produttive Silvano Gori - in particolare con la mobilità e con la polizia municipale perché non deve esistere alcun impedimento e pericolo alla circolazione del traffico». Norme che valgono per tutti: «Le regole vanno rispettate - continua - nel caso di Ponte Vecchio a maggior ragione, ma sarebbe la stessa cosa in qualsiasi altro posto». Il problema della pubblicità sui cantieri di Ponte Vecchio è che «sono stati montati senza avere un'autorizzazione - chiosa l'assessore - per questo abbiamo avviato un'istruttoria e comunicato alla società interessata di smontare la pubblicità altrimenti saranno presi tutti gli altri dovuti provvedimenti». L'autorizzazione potrebbe incontrare degli ostacoli non solo temporali: «Non entro nel merito, perché non mi compete - sottolinea Gori - ma il punto in cui è stato affisso lo spot è molto delicato: viene naturale per un automobilista alzare la testa e in quel punto la gente attraversa spesso la strada». La società Media Firenze racconta la sua versione dei fatti: «Abbiamo ottenuto l'autorizzazione da parte della soprintendenza dei beni artistici e architettonici - dice Gregorio Salimbeni, titolare - e poi mandato l'incartamento al Comune. Gli uffici ci avevano confermato che erano pronti per la firma ma su un progetto così complesso, di oltre 500 metri quadri, sono stati trovati 50 centimetri di telo con la riproduzione del tratto architettonico, che erano stati omessi nella pratica. Una svista che si è trasformata in cavillo per bloccare tutto». Ma tutto in realtà non si è bloccato perché una parte della pubblicità è stata montata ugualmente. «Il 14 gennaio è cominciato Pitti Immagine e per un'esigenza puramente commerciale - continua - abbiamo montato una parte del telo: il resto si sta ancora realizzando. Era un'opportunità per una società come la nostra che ovviamente lavora due volte l'anno, proprio in concomitanza delle manifestazione fieristica. Quella pubblicità sarebbe dovuta rimanere per trenta giorni». Salimbeni ci tiene comunque a precisare che «l'operazione del Corridoio vasariano nasce perché mancano i fondi agli enti pubblici. Il nostro scopo è quello di portare avanti comunque iniziative di restauro di monumenti. Per questo è stata costituita anche la fondazione per i beni culturali Restart onlus». La pubblicità su Ponte Vecchio, che ha una durata di due anni, ha l'autorizzazione della soprintendenza. «C'è un ritorno economico - afferma la soprintendente Paola Grifoni noi accettiamo sempre la possibilità di affiggere spot: lo abbiamo fatto anche per Palazzo Pitti. I soldi ci servono per restaurare e intervenire con più serenità nei luoghi. La pubblicità deve essere, ovviamente, contenuta e rimanere nei limiti dei regolamenti comunali e della soprintendenza». Cosa succederà ora sui ponteggi di Ponte Vecchio? «Ho già ordinato ai miei uffici di smontare tutto quanto prima - risponde Salimbeni - la gente vedrà presto solo le impalcature, non so quanto meritano. Io resto comunque avvilito per il comportamento degli enti e per tutto questo accanimento che mira a colpire chi cerca di fare le cose per l'interesse collettivo». La pubblicità sul Ponte Vecchio e nel tondo l'assessore Gori Panorama unico I visitatori ammirano le bellezze di Firenze