A Roma da quattro mesi come nuovo direttore dellAccademia di Francia, Frédéric Mitterrand rivela i suoi progetti su Villa Medici: ne vuole fare uno strumento culturale straordinario al servizio della Francia. Saggista, uomo di televisione, scrittore, documentarista, regista, produttore, appassionato di cinema, moda, arte e cultura, affabulatore saudente e incantevole, il nipote di Francois Mitterrand è stato scelto per questa missione dal presidente Nicolas Sarkozy, grazie anche allintervento di Carla Bruni, che ha posto fine al feuilleton nato nei mesi scorsi con le polemiche suscitate dallautodesignazione per Villa Medici del giornalista Georges Marc Benamou, consigliere per la cultura allEliseo. Quello di Frédéric Mitterrand figurava fra i tre nomi della rosa proposta dal ministro della Cultura, Christine Albanel, insieme a Sylvain Bellenger e a Olivier Poivre dArvoir, dopo che Benamou, ex protetto di Francoís Mitterrand e suo biografo, ma convertito al sarkozysmo, sera dovuto ritirare davanti alle critiche per eccesso di cortigianeria e protagonismo. Unalzata di scudi in piena regola, con tanto di petizioni, appelli, interviste e indignazione. Anche Jeanne Moreau si era mobilitata contro la nomina di Benamou giudicato poco rappresentativo e dunque inadatto al prestigio dì Villa Medici. Per arrivare a una decisione più ponderata e adeguata,era stata nominata una commissione di dieci personalità. Su trentacinque candidati soltanto undici, superato un primo esame, erano stati invitati a presentare un progetto. Alla fine, la scelta è caduta su una figura eclettica, ma in Francia molto popolare. Noto non soltanto per essere il nipote del presidente Mitterrand - è figlio del fratello Robert - ma soprattutto per la sua passione per il cinema, la moda, lo spettacolo e il gusto molto proustiano di unire mondanità e letteratura durante seguitissimi programmi televisivi, come Etoiles et toiles (1981-1986), Du c6té de chez Fred (1988-1991), o Les Amants du siècle (1993), che raccontavano splendori e miserie dei "furono famosi", attraverso le grandi storie damore e le biografie di teste coronate e personalità del jet-set, di capì di Stato o di cantanti liriche. «Il miglior regalo che i francesi potevano fare a Roma», dice Inès de la Fressange, lex indossastrice che ha dato il suo volto a Marianne, simbolo della Repubblica francese, oggi direttrice della comunicazione per Roger Vivier, intima di Carla Bruni e grande sostenitrice del brunisarkozysmo. «Non troverete nessuno che parli male di lui. Colto, attento, gentile, ottimo organizzatore e soprattutto discreto». Il suo lavoro come direttore di Villa Medici è cominciato il primo settembre scorso, ma Mitterrand si è già fatto unidea di quale sarà il suo impegno. «Soltanto venendo qui ci si può rendere conto della quantità di lavoro che attende il direttore. Dalla mattina fino a sera non mi fermo un attimo. Mi sembra di guidare unarmata in guerra. Villa Medici è unistituzione che richiede una grande apertura al mondo. Uno strumento culturale eccezionale al servizio della Francia. A dicembre, il premio Nobel per la medicina Rita Levi-Montalcini, presto centenaria, ha ricevuto la medaglia doro di Villa Medici insieme alle insegne di grande ufficiale della Legion donore alla presenza del presidente Giorgio Napolitano. E' stata la prima volta che un capo di Stato italiano entrava a Villa Medici. Questa iniziativa di consegnare delle medaglie donore a varie personalità del mondo della cultura - da me fortemente voluta - nasce dal desiderio di mostrare che la cultura francese è molto riconoscente alla cultura italiana. Il mese prossimo la medaglia doro verrà consegnata a Caterina Boratto, musa di Bonnard, De Sica, Fellini e Pasolini. Ormai è molto anziana e non esce più di casa. Andremo noi a portarle la medaglia e con questo piccolo gesto cercheremo di riportare lattenzione di tutti sul suo nome e sul suo lavoro. Donna di grandissima gentilezza e molto charme, la Boratto fu riscoperta da Federico Fellini con cui ha lavorato in Otto e mezzo e in Giulietta degli Spiriti, ha lavorato anche con Pier Paolo Pasolini in Salò, con Ettore Scola in Il mondo nuovo e con diversi registi americani, tra cui Sidney Pollack; ha lavorato anche per la Tv in Anna Karenina e Bel Ami e per il teatro con Giuseppe Patroni Griffi. Altre personalità che premieremo sono Francesco Rosi, Stefania Sandrelli ed Ettore Scola». Frédéric Mitterrand passa per essere un gran timido, ma è un uomo di carattere. Doveva diventare presidente della commissione che avrebbe dovuto decidere lavvenire della televisione di Stato, ma osteggiato dai vertici dellUmp (il partito neogollista di Sarkozy), ha visto aprirsi lalternativa romana. E oggi ha ben chiaro quali sono le sue priorità. In primis renderla una casa per tutti i romani e non solo. «Aprire, aprire, aprire: questa è la mia filosofia. Non cè dubbio che Villa Medici ha avuto problemi di comunicazione. Molte critiche riprendono polemiche vecchie di due secoli: Villa Medici costa troppo, i pensionnaires (i borsisti) sono dei bambini viziati, la politica dei direttori è indecifrabile. Dunque il mio primo obiettivo sarà quello di comunicare meglio. Rifaremo anche il sito internet. Dominìque Fernandez sta preparando un libro su Villa Medici. Un documentario andrà in onda su la Cinq e tredici trasmissioni sono già in programmazione. Contemporaneamente intendo lavorare al mio secondo obiettivo che è quello di ritrovare un equilibrio tra il passato e larte contemporanea. Ci sarà unalternanza di grandi esposizioni, come quella di Francois Granet, allievo di Ingres che fu direttore di Villa Medici, in aprile, e diverse retrospettive di artisti contemporanei come quella di Gèrard Garouste, un artista che non è ancora riconosciuto come invece meriterebbe. Latelier del bosco, che è stato lo studio di Balthus, lo riserverò alle esposizioni tematiche. Si comincerà con due fotografi: Richard Avedon e poi Marina Cicogna». Passeggiando per i giardini della Villa si possono notare diversi operai, artigiani e giardineri al lavoro che rimandano un'immagine viva e dinamica, impensabile al tempo di Balthus, celebre direttore della maison che teneva questi spazi rigorosamente chiusi a tutti. Allartista francese, la villa deve il suo celebre restauro: famosi sono infatti i "muri Balthus". Ma, forse, considerò questo luogo istituzionale un po troppo come sua residenza privata. Cosa che non intende fare Frédéric Mitterand che ha in agenda la realizzazione di unassociazione degli "Amici di Villa Medici" e vuole ospitare anche borsisti provenienti dallAfrica nera. Ma non mancano le difficoltà. «Finanziarie essenzialmente. Villa Medici non è molto costosa: il suo budget è simile a un modesto centro di cultura di provincia. Tuttavia è importante ricorrere al mecenatismo. Ho assunto una persona a tempo pieno che si occuperà di questo. Villa Medici non è più, come una volta, unistituzione prescriptrice (in grado di esercitare uninfluenza), però può ancora offrire una visione curiosa, amabile e stimolante. Lanno prossimo proporremmo un percorso del Mediterraneo. E nel 2011, come omaggio al Vatirann ri sarà iena Mn-tra dedicata al papa francese Sivestro II (eletto nel 999) che ha tradotto in volgare la matematica araba e ha difeso le radici cristiane dellOccidente». Da fuori, Villa Medici rimanda unimmagine molto dura e severa. Quasi un muro. Invalicabile, chiuso al mondo circostante. Ma il direttore Mitterrand sa come rimediare anche a questo aspetto. «Aprendola completamente al pubblico la prossima estate. Dalla parte della città, Villa Medici è austera, ma dalla parte dei giardini, la sua facciata è maestosa e piena di armonia. Mostrare questo lato sarà lobiettivo delliniziativa "Villa aperta" che, da questa estate, consentirà al pubblico di percorrerla liberamente. Fino anche agli appartamenti del direttore. Verranno organizzate delle visite guidate per scoprire le sale prestigiose e il dedalo dei labirinti. E già iniziato un importante e consistente lavoro di messa in ordine dei giardini. Il gruppo statuario dei Niobidi di Balthus sarà restaurato, verranno esposti gli arazzi che rappresentano il viaggio nelle Indie, datati Luigi XV, così come la straordinaria collezione della biblioteca che comprende incisioni di Poussin e di Piranesi e la collezione di gessi. Insieme al ministro della Cultura, Sandro Bondi, stiamo organizzando una tavola rotonda su 1l pensiero della crisi" invitando intellettuali italiani e francesi. Ci saranno anche incontri con scrittori, filosofi e saggisti e in questo ho chiesto la collaborazione di Alain Elkann e di Benedetta Craveri. In estate, poi, verranno presentati nella Cisterna della Villa i ritrovamenti archeologici. Villa Medici è una maison molto delicata. Bisogna conservare la sua dignità e il suo carattere aristocratico. Renderla piacevole senza farle perdere la sua poesia. Questo sarà il mio lavoro. Posta nel cuore del Meditterraneo, punto di contatto tra Nord e Sud, Villa Medici è uno strumento unico al servizio dellallargamento della sfera dinfluenza della cultura francese». Figura ad alta rilevanza mediatica, con un passato di buoni studi - liceo al Janson de Sailly, laurea in storia e specializzazione a Sciences-Po - il nipote di Mitterrand ha insegnato alle Ecole bilingue di Parigi prima di darsi alla passione per il cinema, da giovanissimo come attore e poi come proprietario e direttore di varie sale dessai nel XIV arrondissement, oggi diventate studi di registrazione. Eli che sono nati i suoi documentari e i suoi film, come Lettres damour en Somalie e Madame Butterfly tratta dallopera di Puccini e apprezzata quanto La Mauvaise vie, la recente autobiografia (Laffont, 2005) in cui parla della sua omosessualità senza ostentazione e con la sobrietà di un gentiluomo daltri tempi. «La sua nostalgia per il passato, non è passatista, ma poetica» dice Inès che lo conosce da quando aveva tredici anni. E la sua nomina renderà ancora più forte il suo rapporto con la Città eterna. «Per me sarà come un ritorno a casa, non soltanto perché in parte sono di famiglia italiana, ma perché la vita culturale dellEuropa per me tende a Sud. Villa Medici è una finestra aperta al vento e al profumo di Roma e di quel museo diffuso che è lItalia. Sogno di farne un punto di incontro di artisti, scrittori, sceneggiatori, allargando il campo alla moda, al paesaggio, alla musica e alla coreografia. I nostri Paesi marciano sullo stesso piano e chi professa il declino della cultura, non ha capito che oggi il campo delle curiosità si è dilatato, come pure la possibilità di coltivarle e appagarle». Grandi idee, ma il budget è di 938mi1a euro per tutte le attività culturali. Moderni mecenati cercasi.
Liberal
22 Gennaio 2009
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RO
Rossella Fabiani
Liberal
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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