- FIRENZE "I SANTI non lo hanno salvato dalla denuncia per ricettazione. Appassionato di arte, come molti, e come tanti disposto a tutto pur di possedere un capolavoro, un libero professionista fiorentino si è fatto sorprendere con le mani su un trittico fondo oro del XV secolo raffigurante San Giovanni, San Paolo e Santo Stefano, attribuito dagli esperti al pittore Antoniazzo Romano. E il «pezzo» più stimato, sul milione, recuperato nel 2008 dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale. Laltro è un De Chirico, olio su tela del 1965 (60x50) raffigurante gli Archeologi, valore sui 400 mila euro. Un dipinto che dal 96 da quando cioè fu acquistato (con assegni a vuoto) da un sedicente mercante alla Galleria Farsetti di Prato - al dicembre scorso ha avuto una storia avventurosa. Sempre di De Chirico i carabinieri hanno ritrovato il Cavalli su sfondo di rovìne classiche, sparito da Pescara nel maggio 2006. LELENCO delle opere riportate nella disponibilità dei legittimi proprietari comprende, a Firenze,un tabernacolo in legno a tre facce del XVIIsecolo, dipinto a motivi floreali, attribuito a Fabio Angelucci, rubato in una pieve del maceratese; altri due dipinti a olio su tavola (Tacchino e coniglio eRitratto di donna) più un acquarello (Vaso di fiori), trattenuti indebitamente da un mercante; ìl proprietario aveva prestato i tre quadri per farli vendere al mercato della Fortezza da Basso. «Pezzi» meno importanti, comunque significativi. Si aggiungano poi 1394 tra libri, archivi, sculture, pezzi di filatelia e di numismatica; 24 reperti archeologici e 6 palentologici. Ciò grazie anche ai passaggi in elicottero su 18 siti archeologici e 12 aree soggette a vincoli paesaggistici, ai 275 antiquari e ai 30 mercatini controllati. ESAURITO lelenco delle opere, modo per rendere omaggio ad arte bellezza, i carabinieri del nucleo comandato dal capitano Christian Costantini hanno fornito i numeri dellattività: 50 i trafficanti darte denunciati a vario titolo, di cui 8 arrestati. Un lavoro di intelligence (con, tra laltro 104 perquisizioni e 37 controlli a musei, resi possibili grazie allapporto della compagnia provinciale) la cui importanza è stata sottolineata con discreta enfasi da Cristina Acidini, soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale e dal direttore regionale, per la Toscana, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Mario Lolli Ghetti. «Per altro avere i carabinieri qui a Pitti hanno detto - consente un interscambio molto più agile, fecondo, incisivo. E il database dellArma consente di mettere ìn rete subito tante opere da rintracciare spesso allestero. I furti, 132, di cui 64 nelle chiese e 59 a privati, sono aumentati ( 12) ma a questi corrisponde, in Toscana, un calo netto (-40) degli oggetti trafugati: a fronte dei 2560 nel 2007, nel 2008 sono stati 1526. Il commercio clandestino di opere darte poggia anche sui falsi. E a che in questo campo lArma registra un decremento (-55) di falsi dautore sequestrati (146, per un valore di 300mila euro). CIÒ DIPENDE dalla maggiore difficoltà a piazzare queste opere su un mercato sempre più attento («Antiquari di via Maggio e galleristi sono stati solleciti nel segnalare personaggi sospetti che abbiamo anche denunciato», ha evidenziato il capitano Costantini) e dal continuo aggiornamento degli investigatori.